“Accogliamo con favore la prospettiva di un miglior impiego del personale di Polizia Penitenziaria nell’esecuzione penale, tuttavia crediamo che una razionalizzazione del sistema carcerario non possa continuare a basarsi sui tagli”.
Lo dichiara il segretario nazionale dell’Ugl Polizia Penitenziaria, Giuseppe Moretti, in merito alle dichiarazioni del ministro della Giustizia che, in un’intervista a Repubblica, ha sottolineato l’intenzione di lavorare a modelli alternativi alla reclusione per ottimizzare la polizia penitenziaria impiegata nella vigilanza.
“Non è possibile attuare alcuna riorganizzazione – spiega il sindacalista – basandosi solo sulla riduzione delle risorse destinate all’amministrazione penitenziaria e senza prima procedere ad un ripianamento degli organici. Le oltre 7000 unità oggi mancanti nel Corpo, infatti, si riferiscono ad una capienza detentiva di 45000 unità mentre, allo stato attuale, la presenza negli istituti penitenziari, nonostante le iniziative adottate, è di circa 67000 unità”.
“Al Guardasigilli chiediamo quindi un segnale in tal senso, anche perché – conclude Moretti – non possiamo accettare un’ulteriore riduzione dei livelli di sicurezza operativa derivante da una presunta modifica dei modelli custodiali che non tiene conto anche dell’adeguamento dei profili di responsabilità”.





















