SERVIZI UGL

Lavoro, Bitti: “Più che speranza e fiducia, serve atto di fede”

“Con una semplice proporzione, dai dati diffusi dall’Istat risulta che nell’ultimo anno, per ogni 100 nuovi occupati, si registrano 67 persone che transitano fra gli inattivi: è la fotografia chiara ed evidente di un sistema che funziona male e che non dà assolutamente risposte ai disoccupati di lunga durata, i quali rappresentano larga parte dei quasi 2,9 milioni di coloro che sono in cerca di occupazione”.
Lo dichiara il segretario confederale dell’Ugl, Fiovo Bitti, evidenziando come “il Paese continui ad essere debole nelle politiche attive. Istruzione, anche universitaria, formazione, riqualificazione, orientamento continuano ad essere aspetti più citati che praticati, con il risultato che stiamo perdendo una generazione di lavoratori, gli under 35, per la quale si registra un calo del tasso di occupazione di oltre dieci punti percentuali nel decennio. Restando così le cose – conclude il sindacalista -, più che di segnali di speranza e fiducia, come dichiarato dal ministro Poletti, o di buon funzionamento del Jobs Act, come scrive il premier, si dovrebbe parlare di atto di fede”.