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Istat, Capone: “Il calo della popolazione è la conseguenza naturale del lavoro sempre più precario”

Contrastare il calo delle nascite con l’introduzione del quoziente familiare
“Il calo delle nascite e la fuga di italiani all’estero sono il risultato di una pressoché totale assenza di politiche efficaci rivolte alla famiglia e all’occupazione”.
Lo sostiene il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, commentando i dati Istat odierni che rilevano un altro minimo storico registrato nel 2015 nel calo delle nascite dall’Unità d’Italia ad oggi e la flessione della popolazione residente di circa 139 mila unità.
“Per quel che riguarda il calo delle nascite, – spiega – non esiste un regime fiscale che incentivi la popolazione a fare più figli, una lacuna che si può colmare con l’introduzione del quoziente familiare, mentre precarizzare il lavoro liberalizzando i licenziamenti in un periodo di crisi, in assenza di progetti mirati allo sviluppo, significa indurre, chi può, a rischiare ancora di più, facendolo però in Paesi che offrono maggiori opportunità in termini professionali e di politiche sociali”.
“In generale all’invecchiamento della popolazione italiana – conclude Capone – si risponde con politiche di segno totalmente opposto a quelle varate fino ad oggi, a meno che il governo Renzi non abbia inteso mettere mano alle pensioni di reversibilità proprio per indurre alla fuga anche gli anziani”.