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Lavoro, Capone: “Direttiva distacchi è la beffa che si aggiunge al danno”

“La proposta di revisione della direttiva distacchi rischia di aggiungere al danno anche la beffa”.
Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, in merito alla proposta di revisione della cosiddetta Direttiva distacchi formulata dalla Commissione europea.
Per il sindacalista “l’unica soluzione possibile, se veramente si vuole tutelare il lavoro ed evitare un pericoloso dumping fra le imprese, è quella di riconoscere al lavoratore distaccato le migliori condizioni possibili economiche e normative fra il Paese di provenienza e quello di impiego”.
“La modifica proposta dalla Commissione europea – sottolinea Capone – parte dal presupposto che il flusso dei distaccati è verso i Paesi con stipendi medi più alti, ma non è sempre così. Ad esempio Germania e Francia, Paesi dalla forte tradizione di welfare e di contrattazione collettiva, sono due fra i partner europei le cui aziende inviano più lavoratori all’estero, questi ultimi sarebbero molto svantaggiati, qualora si dovessero applicare le condizioni contrattuali di larga parte dei Paesi neocomunitari”.