L’Ugl scende in piazza in tutta Italia il 5 dicembre contro le politiche previdenziali del Governo Gentiloni

Domani, martedì 5 dicembre l’Ugl scende in piazza in tutta Italia con la mobilitazione #vietatovivere pensione irraggiungibile contro le politiche previdenziali del Governo Gentiloni che, in continuità dell’esecutivo che lo ha preceduto, non ha dato alcuna risposta alle richieste del sindacato e dei lavoratori vicini alla pensione.
L’impegno sottoscritto dal Governo un anno fa era chiaro: la ‘fase due’ della previdenza avrebbe dovuto portare alla riduzione degli effetti nefasti della Legge Fornero con il superamento delle rigidità dell’attuale sistema – che penalizza i redditi più bassi e non tiene conto di tutti i lavori più gravosi – e favorire il turn over generazionale. Il Governo invece  ha messo sul piatto della trattativa solo 300 milioni di euro, l’ampliamento delle categorie di lavori gravosi esentati (ma ne mancano all’appello ancora alcuni) dall’innalzamento di 5 mesi dell’età pensionabile, che comunque scatterà per tutti gi altri a partire dal 2019, e uno sconto del requisito contributivo per l’accesso alla pensione anticipata per le 11 categorie già individuate ai fini dell’Ape sociale. Dunque nessuna modifica della Legge Fornero e solo qualche misero vantaggio per alcune migliaia di lavoratori.
L’Ugl dice no a tutto questo e chiede ai lavoratori vicini alla pensione e ai giovani, le cui aspettative vengono continuamente disattese, di scendere in piazza e protestare insieme per questa battaglia di civiltà.
“Purtroppo, le condizioni per il pensionamento restano indecorose sul piano sociale – è la denuncia del Segretario Generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone – La legge di bilancio avrebbe dovuto porre maggiore attenzione sul tema delle pensioni e del welfare sociale, introducendo nuovi elementi a favore di tutti i cittadini, proponendo correzioni necessarie ad eliminare le tante iniquità previdenziali. Fino a quando non si interverrà su questo fronte, non ci sarà alcuna ripresa economica, soprattutto se il governo continua ad ignorare i problemi cardine dell’Italia, che sono legati alla mancanza di lavoro e relative tutele”.
“Ecco perché l’Ugl – conclude – ha scelto di scendere in piazza”.

 

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