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FIAT STABILIMENTI CENTRO SUD, LA CRISI PEGGIORA Centrella: “Ministero sviluppo economico convochi presto tavolo tecnico”
 
Data: 29/12/2009
 

Prima l’annuncio di cassa integrazione, poi il mancato rinnovo del contratto di 38 precari: la situazione dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, così come di Termini Imerese, all’indomani del tavolo di Palazzo Chigi sembra addirittura aggravarsi. “A questo punto temiamo per tutti i lavoratori della fabbrica napoletana e in generale per quelli del Centro Sud”, è l’allarme lanciato da Giovanni Centrella segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici il quale con una delegazione ha trascorso il Natale con i lavoratori di Pomigliano d’Arco, che hanno continuato la loro protesta occupando il municipio. Nel frattempo è arrivato dall’Europa il via libera agli incentivi auto per il 2010 che però, secondo il segretario confederale dell’Ugl Cristina Ricci per essere efficaci “devono essere mirati anche a garantire l’occupazione nel nostro paese”, vincolandoli “al mantenimento dei posti di lavoro e della produzione italiani, altrimenti la crisi che stanno vivendo la componentistica e gli stabilimenti del Centro Sud del Gruppo Fiat, Termini Imerese e Pomigliano in testa, si amplierà” ed estendendoli “alle auto di fascia medio alta perché ad essi è legata la produzione italiana dei motori, oggi in grave stato di sofferenza, come dimostra la difficile situazione dello stabilimento Fma Fiat di Pratola Serra in provincia di Avellino”.
Tornando a Pomigliano per Centrella “il mancato rinnovo dei contratti a termine, oltre a dimostrare la scarsa sensibilità dell’azienda verso i propri dipendenti” anche in questo particolare periodo dell’anno “mette in discussione l’ipotesi lanciata da Marchionne sulla produzione della Panda in questo stabilimento”. Per questo intanto “chiederemo al Prefetto la sospensione dei mancati rinnovi e l’apertura di un tavolo tra sindacati e azienda per trovare soluzioni più idonee. Si tratta di 38 persone che lavoravano in Fiat ormai da 4 anni, quindi in maniera strutturale. Il mancato rinnovo del loro contratto dimostra che la crisi del Gruppo nel Centro Sud non è di semplice soluzione, così come prospettato da Marchionne, e che tutti i lavoratori di Pomigliano possono considerarsi a rischio”.
Più in generale il sindacalista nei giorni scorsi ha rivolto un appello anche al ministero dello Sviluppo economico affinché “convochi presto il tavolo tecnico sulla situazione del Gruppo perché quanto sta accadendo a Napoli e a Palermo dimostra che i lavoratori e gli stabilimenti continuano a trovarsi in una situazione di crisi economica dalle conseguenze imprevedibili”. Per il sindacalista infatti “vanno valutate con seria attenzione le reazioni dei lavoratori perché il disagio economico potrebbe trasformarsi in breve in disagio sociale di interi territori, quindi più difficile da gestire”.

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