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FIAT, NON SI FERMA LA PROTESTA A TERMINI IMERESE Ugl domenica 24 al sit in di protesta unitario e lunedì 25 alla riunione in Prefettura
 
Data: 24/01/2010
 

La tensione resta ancora alta a Termini Imerese. Continua infatti la protesta degli operai della ditta Delivery Email che nei giorni scorsi, dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento, sono saliti sul tetto dello stabilimento siciliano per protesta.
Proprio in difesa di tutti i lavoratori dell’indotto domenica 24 gennaio l’Ugl, insieme alle altre rappresentanze sindacali, partecipa al sit in di protesta davanti ai cancelli dello stabilimento siciliano per ribadire ancora una volta che la Fiat deve rimanere a Termini "senza se e senza ma".
Eppure tutto questo si sarebbe potuto evitare, secondo il segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Giovanni Centrella “se l’amministratore delegato del Gruppo Fiat avesse elaborato un’idea innovativa come quella della Piaggio”. Quest’ultima ha firmato un accordo con Enel per lo sviluppo della mobilità a zero e basso impatto ambientale e per rispondere alle necessità del mercato dei veicoli elettrici. “Simili accordi – ha aggiunto Centrella – possono portare vantaggi alla ricerca, all’industria e quindi anche all’occupazione. Siamo convinti che non avremmo assistito al lento declino delle fabbriche Fiat del Centro Sud, se Marchionne avesse cercato di sviluppare in Italia un progetto davvero innovativo, invece di andare a salvare-conquistare marchi all’estero per ragioni attinenti più al prestigio che alla convenienza industriale”.
Poi il 25 gennaio appuntamento in prefettura a Palermo  per una riunione sulla vertenza . “Chiederemo – ha spiegato Luca Vecchio segretario regionale Ugl Metalmeccanici in Sicilia –  al prefetto di prodigarsi affinché Fiat ripristini le commesse con la Delivery Email, cosa che l’Ugl ribadirà anche al tavolo del 29 gennaio”. Per Vecchio, che ha espresso solidarietà ai 14 lavoratori che si trovano ancora sul tetto del capannone della Fiat e ai due operai colti da malore, “le proteste di questi giorni evidenziano con forza la grave situazione che stanno vivendo i lavoratori siciliani, una crisi che si sta già trasformando in vero disagio sociale. L’azienda deve assumersi le proprie responsabilità nei confronti dell’intero indotto e soprattutto verso tutti coloro che lavorando vogliono ancora contribuire a mostrare i valori di un isola che sta lottando per il proprio futuro e per quello delle generazioni avvenire”.

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