FIAT PRESENTA IL BILANCIO. A TERMINI CONTINUA LA PROTESTA
Centrella: “Ampliare tavolo 29 gennaio a tutto il Gruppo”
Data: 25/01/2010
Si è svolto in Prefettura a Palermo il vertice con i sindacati sulla vicenda della Delivery Email, mentre a livello nazionale Fiat ha fornito i dati del bilancio 2009. «E’ inaccettabile – ha spiegato Giovanni Centrella, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici - che il Gruppo Fiat preferisca dare un segnale di fiducia agli azionisti e contemporaneamente scaricare gli effetti del bilancio in “rosso” sui lavoratori. Chiediamo al governo di non circoscrivere la discussione del 29 al pur grave caso di Termini Imerese e di ampliarlo a quella che a tutti gli effetti è diventata la nuova ‘vertenza Fiat’. L’azienda nel suo ‘nuovo’ piano presentato a dicembre 2009 ha implicitamente delineato un futuro di esuberi e ridimensionamenti, iniziando con i fatti prima a colpire i lavoratori dell’indotto. Non crediamo davvero che l’esecutivo abbia trasferito risorse dello Stato ad un’azienda privata per poi vedere scoppiare nel giro di un anno problemi relativi all’abbandono di intere fabbriche presenti in territori già molto disastrati e a dover trovare soluzioni per evitare che da una crisi industriale si passi, e in realtà già ci siamo, ad una grave crisi sociale. Al tavolo del 29 – conclude Centrella – chiederemo anche di rivedere i criteri dei nuovi incentivi».
E sul tavolo del 29 gennaio ci sarà anche il caso Delivery Email, al centro di un vertice presso la prefettura di Palermo servito secondo Luca Vecchio, segretario regionale Ugl Metalmeccanici, «£non solo a presentare al prefetto il dramma che stanno vivendo i lavoratori Fiat e quelli dell’indotto, ma a sensibilizzare le istituzioni ad intervenire in favore di tutti quegli operai che stanno vivendo una situazione oramai insopportabile».
«I lavoratori – spiega - non hanno intenzione di abbassare i toni della protesta ed è per questo che al tavolo del 29 gennaio il Lingotto dovrà necessariamente sciogliere ogni riserva sul destino di questi operai, che da giorni stanno mettendo a rischio la loro incolumità».
«L’azienda - conclude - oramai non può più tacere, ma deve assumersi le sue responsabilità perché quello che si sta verificando in queste ore a Termini Imerese è lo specchio di un dramma sociale che da tempo continua ad abbattersi sul territorio siciliano a causa di politiche di delocalizzazione messe in atto da Fiat e che inevitabilmente si estendono anche all’intero indotto».