FIAT, DUE SETTIMANE DI CIG IN TUTTI GLI STABILIMENTI
Centrella: “Governo non accetti ricatto incentivi”
Data: 27/01/2010
Due settimane di cassa integrazione in tutti gli stabilimenti Fiat Auto in Italia. Una decisione legata al crollo degli ordinativi nel mese di gennaio e che arriva a due giorni dalla riunione del tavolo per Termini Imerese convocato per venerdì al ministero dello sviluppo economico.
Per il segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici Giovanni Centrella, che ieri ha incontrato gli operai in protesta e il sindaco a Pomigliano “le due settimane di cig per tutti gli stabilimenti Fiat, decisione alquanto insolita, rappresentano una conferma della strategia portata avanti dall’azienda da un anno a questa parte: sfuggire alle proprie responsabilità, comunicare implicitamente scelte industriali future sempre negative per i lavoratori e, in questo caso particolare, imporre al governo la concessione degli incentivi. Ci aspettiamo – ha spiegato – il rifiuto da parte del governo di un simile gioco molto ingrato, imponendo semmai a Fiat la salvaguardia dei livelli occupazionali in tutti gli stabilimenti italiani perché l’impatto sociale delle ultime decisioni unilaterali dall’azienda non consentono ulteriori concessioni a chi si fa beffe dei lavoratori e degli stabilimenti italiani».
L’annuncio delle due settimane di cig arriva poi nel momento in cui le proteste negli stabilimenti del centro sud si sono fatte sempre più forti. Ieri, dopo le proteste a Pratola Serra e quelle a Termini, anche a Pomigliano la tensione è stata alta. Per Centrella “il cuore della nuova vertenza Fiat è nel Centro-Sud e nasce dalle scelte industriali del Gruppo in Italia. Per questo crediamo che la prospettiva del tavolo del 29 gennaio si debba necessariamente allargare a tutti gli stabilimenti del Lingotto. Nessuno può fare finta di non vedere il dilagare delle proteste di precari e lavoratori dell’indotto Fiat in tutto il Centro-Sud, proteste che rivelano quanto la crisi industriale stia assumendo i contorni di un grave problema sociale perché quei territori dipendono totalmente da Fiat. Anche i lavoratori diretti, a questo punto, non sono immuni da rischi e temono per il loro futuro”. Secondo il Centrella “ci vuole solo senso di responsabilità, prima di tutto da parte dell’azienda che sta invece mostrando un’incomprensibile indifferenza senza fare nulla di concreto per raffreddare un clima che rischia di giorno in giorno di arroventarsi sempre di più”.