FIAT, NO ALL’ABBANDONO DI TERMINI IMERESE E DI TUTTO IL CENTRO-SUD
Centrella: “2 febbraio assemblee in stabilimenti Gruppo. 3 febbraio tavola rotonda presso Sala Consiliare Comune Pomigliano d’Arco”
Data: 01/02/2010
Con "lo sciopero generale dei lavoratori del Gruppo Fiat del 3 febbraio l’Ugl vuole evidenziare ancora una volta che accanto a Termini Imerese si è aperta una ‘vertenza Centro-Sud’, area da cui l’azienda si sta disimpegnando, abbandonando irresponsabilmente al proprio destino operai e storiche realtà produttive insieme a interi territori già molto disagiati e Fiat-dipendenti". Lo dichiara Giovanni Centrella, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici. La Federazione, per il 2 febbraio, ha organizzato una serie di assemblee in alcuni stabilimenti del Gruppo, tra cui è prevista la presenza del segretario nazionale in quelli di Avellino, l’Fma di Pratola Serra, e Pomigliano D’Arco. Inoltre, in occasione dello sciopero del 3 febbraio l’Ugl Metalmeccanici terrà presso la sala consiliare del Comune di Pomigliano D’Arco una tavola rotonda per discutere delle problematiche e del futuro degli stabilimenti Fiat in Italia, incontro a cui hanno aderito i rappresentanti delle segreterie provinciali di Fiom, Fim, Uilm e Fismic. "Anche il Santo Padre – continua Centrella – ha voluto dare voce alle paure degli operai, tra i quali i precari e quelli dell’indotto sono i più a rischio, perché l’azienda non sta agendo secondo criteri di responsabilità sociale e pretende dall’oggi al domani di svuotare la fabbrica di Termini Imerese, senza alcuna alternativa mettendo lavoratori e sindacati davanti al fatto compiuto, come se 40 anni di attività industriale e di relazioni sindacali non avessero più alcun significato". Domenica il Papa ha espresso la propria preoccupazione per i lavoratori di Termini Imerese e per le loro famiglie. Per Centrella “Fiat trasformi in azioni concrete le parole del Santo Padre. Fiat deve imparare a sentire e soprattutto a dimostrare maggiore responsabilità sociale nei confronti dei propri lavoratori, compresi quelli dell’indotto, facendo attenzione a scelte industriali-finanziarie che possono travolgere la loro vita insieme a quella delle famiglie, nonché di interi territori già molto disagiati come la città di Palermo e tutto il Centro-Sud”.