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Fiat, ancora incertezze per Fma e Termini Imerese Centrella: "Attendiamo risposte dal nuovo piano che verrà presentato il 21 aprile"
 
Data: 15/04/2010
 

“Preoccupazione” ha espresso il segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Giovanni Centrella, per il futuro produttivo dello stabilimento Fiat Fma di Pratola Serra e “insoddisfazione” per l’impossibilità di approfondire le manifestazioni di interesse per Termini Imerese al termine dei due ultimi incontri indetti nella stessa giornata presso il ministero dello Sviluppo economico con il Gruppo Fiat.
In particolare per il sindacalista su Powertrain “non è emersa alcuna novità. Anche se riconosciamo a Fiat di aver gestito in maniera oculata il periodo di crisi, allo stesso tempo non si può affermare che non esistono problemi soprattutto nello stabilimento di Pratola Serra”. Nonostante Fiat abbia confermato che non dichiarerà esuberi e che continuerà a gestire la crisi con la cassa integrazione “in attesa della ripresa del mercato”, per Centrella “l’impressione è di un generale abbandono della fabbrica avellinese, per la quale a fronte di un attuale fermo produttivo, che dura da diverso tempo, non sono previste neanche nuove produzioni”. Ancora nessun approfondimento sul futuro che attende Termini Imerese quando Fiat smetterà alla fine del 2011 di produrre auto. L’unica novità sono i nomi delle 5 aziende su 14 che hanno autorizzato a fare il loro nome: Cape, Hong Kong Tai, De Tomaso Automobili, Frisa Spa e Fen Tech. “Non siamo soddisfatti neanche di questo incontro – ha spiegato Centrella – perché la verità è che non possiamo riferire alcuna novità ai lavoratori di Termini Imerese. Riteniamo anzi che i tempi per conoscere le aziende interessate alla fabbrica siciliana si stiano allungando troppo. Chiediamo un iter più veloce”. Dunque non resta che attendere “la presentazione del nuovo piano, in programma per il prossimo 21 aprile, e se non ci saranno notizie positive per gli stabilimenti più a rischio, come Pratola Serra, prenderemo le opportune decisioni per tutelare i lavoratori”.
 

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