Il 17 dicembre 2003 viene emanata dall’INAIL la Circolare n°71 concernente le modalità di trattazione delle pratiche di riconoscimento di “Malattia Professionale” in caso di disturbi psichici da costrittività organizzative sul lavoro, la quale rappresenta una svolta importante nel percorso dell’inquadramento come malattia professionale dei disturbi psichici compresi quelli generati dal “mobbing strategico”.
Nell’aprile del 2005 viene pubblicato dall’INAIL un documento estremamente interessante “Patologia psichica da stress, mobbing e costrittività organizzativa. La tutela dell’INAIL”.
Benché esso sia un documento ad uso esclusivamente interno, rivolto soprattutto al personale sanitario dell’INAIL, assume particolare rilevanza anche all’esterno per diversi motivi.
Sottolinea la possibilità di quantizzare economicamente il danno psichico da mobbing e costrittività organizzativa, l’Istituto va a modificare la diffusa abitudine di considerare “lo stress” una condizione “normale”, trasversale alla vita quotidiana ed all’attività lavorativa e per questo tutto sommato accettabile.
Inoltre, benché la circolare sia un documento rilevante soprattutto ai fini assicurativi, fornisce delle informazioni attendibili riguardo alle caratteristiche del rischio utili anche nel campo della prevenzione, avendo ormai chiarito in maniera definitiva che negli ambienti di lavoro il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi, specifici e derivanti dagli ambienti di lavoro.
Alcune situazioni, di stress o di disagio, vissute in ambito lavorativo sono in grado di creare danno psichico al lavoratore. Rispetto ai tradizionali rischi chimici, fisici e biologici, emergono rischi trasversali ed i loro effetti sulla psiche.
Stress, mobbing (strategico o meno) possono creare malessere negli individui, interferendo negativamente con le loro possibilità di creare relazioni interpersonali proficue e gratificanti.
Le realtà capaci di generare disagio psichico, in un’ottica di tutela della salute del lavoratore intesa come benessere e non come assenza di patologia, assumono la dignità di veri e propri fattori di rischio.
Alla valutazione di questi rischi, alla descrizione delle principali sindromi correlabili ad eventi lavorativi, nonché alle principali sindromi psichiatriche che richiedono una diagnosi differenziale, è stato dedicato dall’Inail l’opuscolo “Patologia psichica da stress, mobbing e costrittività organizzativa. La tutela dell’Inail”.
La pubblicazione è rivolta ai lavoratori, ai datori di lavoro, al mondo accademico, ai medici legali.
Nell’ambito lavorativo vengono riconosciute due categorie di fattori in grado di determinare sofferenza psichica: il più facile da definire e unanimemente accettato nella letteratura scientifica è l’evento traumatico acuto. Nello specifico del contesto lavorativo il più delle volte il trauma psichico è associato ad eventi in cui il soggetto riporta gravi traumi fisici.
Costituisce, inoltre, evento gravemente traumatico anche il partecipare in qualità di spettatore ad eventi gravemente traumatici in cui sono coinvolte altre persone (es. disastri naturali, gravi incendi, disastri industriali, gravi incidenti stradali).
Parimenti si possono manifestare conseguenze psichiche dall’esposizione al rischio attuale per l’incolumità fisica (es. ritrovarsi coinvolti in una rapina sotto minaccia delle armi).
L’altra ampia categoria di fattori in grado di determinare sofferenza psichica è lo stress cronico che, in ragione della sua intrinseca complessità, ancora cerca una precisa definizione.
Tali categorie sono illustrate nell’opuscolo che si trova di seguito.
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