“Sono per lo più operai di mezza età che se  licenziati, avranno grosse difficoltà per trovare un altro impiego. Oltre il danno anche la beffa: grazie al Jobs Act se un’impresa cessa la sua attività, i dipendenti non hanno diritto alla cassa integrazione. Molti di loro sono anche prossimi alla pensione”. Ad affermarlo in una nota è Paolo Capone, Segretario Generale dell’Ugl, a seguito dell’incontro di oggi al Mise sulla vertenza Bekaert. “Si tratta -spiega Capone- di 318 famiglie che rischiano di finire   sulla strada, soprattutto perché l’azienda dimostra di non avere alcun  vincolo di responsabilità sociale nei confronti dei suoi dipendenti.   Bisogna, quindi, scoraggiare le multinazionali a delocalizzare la   propria produzione all’estero per fini economici, affinché siano   tutelati i diritti dei dipendenti. Speriamo che il Governo proceda in   tal senso per salvare, in qualche modo, la forza lavoro”, commenta il leader sindacale.

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