“È un muro di gomma la posizione di Arcelor Mittal sui livelli occupazionali. Ormai la trattativa va avanti da oltre un anno e circa cinquanta incontri. L’incontro di ieri ha confermato la fase di stallo della trattativa che conferma circa quattromila esuberi”.
Lo dichiara il Segretario Generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera.
Il sindacalista spiega che “Arcelor Mittal, pur dichiarando di trovare una soluzione condivisa, non fa ulteriori passi in avanti. È chiaro che c’è in ballo un numero importate di lavoratori che potrebbero aderire all’esodo su base volontaria con un fondo di 250 milioni per l’amministrazione straordinaria da destinare alle fuoriuscite di un numero ancora da identificare. Dall’altra parte il Governo attende la risposta dell’avvocatura dello Stato che in qualsiasi momento potrebbe delegittimare Arcelor Mittal per l’assegnazione del bando di gara”.
“Abbiamo sempre dichiarato dal primo incontro – continua Spera – che accetteremo un piano industriale a garanzia dei cittadini e dell’ambientalizzazione dell’intero territorio Tarantino per la tutela di tutti e la piena occupazione senza nessun esubero. Naturalmente questa incertezza non giova a smuovere Arcelor Mittal dalle proprie posizioni”.
“A questo punto se ci sarà un nuovo incontro nei prossimi giorni per definire un piano di lavoro che eviti gli esuberi è importante arrivare con le idee chiare in modo che si evitino ancora posizioni rigide e di fare muro contro muro. Tutti i lavoratori si aspettano dal nuovo Governo e sopratutto dal ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, una svolta definitiva alla vertenza”.
“Purtroppo – conclude Spera – il tempo corre e ditte appaltanti, indotto e migliaia di famiglie vivono nell’incertezza totale di un nuovo e definitivo rilancio dell’Ilva e del territorio”.

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