Il disegno di legge di bilancio per il 2018 è caratterizzato “da misure capaci di assicurare soltanto un parziale e momentaneo ristoro alle esauste famiglie italiane”.
E’ quanto si legge nel documento presentato dall’Ugl nel corso dell’Audizione di oggi al Senato presso le Commissioni congiunte Bilancio sul disegno di legge recante bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020, al quale ha partecipato il Segretario Confederale dell’Ugl, Fiovo Bitti.
“La clausola di salvaguardia – è scritto nel documento – pesa per un punto percentuale del prodotto interno lordo; negli anni, il non aver affrontato la questione fiscale in maniera organica si stima sia costata ottanta miliardi di euro, una montagna di risorse che avrebbe permesso una riforma indirizzata verso una maggiore equità, tale da valorizzare la famiglia e gli investimenti produttivi”.
“Lo stesso bonus di ottanta euro”, si legge, “presenta un profilo di iniquità, laddove non tiene conto dei carichi familiari, un vero e proprio paradosso che finisce per penalizzare i nuclei monoreddito con figli. La questione fiscale rimane irrisolta”.
“Da subito, viceversa – si aggiunge -, andrebbero riviste le scelte in materia previdenziale”: nei fatti, si è introdotto un meccanismo, quello dell’Anticipo Pensionistico, “molto costoso per la più vasta platea dei lavoratori e soltanto apparentemente vantaggioso per una minima parte di contribuenti”.
Per quanto riguarda il lavoro, secondo l’Ugl la politica dei bonus, che introduce un incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile, “non si è convinti sia sufficiente, considerando che al momento le imprese non assumono più a tempo indeterminato, nonostante il contratto a tutela garantisca una più facile licenziabilità delle persone”.
“L’occupazione – è scritto nel documento –  si sostiene immettendo risorse vere sugli asset strategici, così da favorire le migliori condizioni possibili per gli investimenti produttivi” e anche “attraverso una pubblica amministrazione efficiente ed efficace”: “il contratto collettivo di lavoro – si aggiunge – non si rinnova da quasi un decennio e le risorse stanziate per le amministrazioni centrali sono appena sufficienti a coprire il presente, senza tener conto della pesante perdita d’acquisto accumulata dal 2009”.
Per l’Ugl, infine, si devono inviare “importanti segnali” verso “una maggiore equità”, come “aumentare l’indennizzo alle persone e ai figli vittime di violenza oppure incrementare le risorse per il capitolo sulle famiglie da destinare a misure a sostegno della natalità o, ancora, il sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto”.

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