“Nel corso di un incontro con i vertici del Comando Generale delle Capitanerie di Porto che si è tenuto ieri presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, abbiamo affrontato la questione relativa ai costi, troppo onerosi, del rilascio dei certificati MAMS e MABEV,”.
E’ quanto si legge in una nota del Segretario Nazionale dell’Ugl Mare, Pasquale Mennella, in cui si aggiunge che “il prezzo per diventare un marittimo abilitato per i mezzi di salvataggio o per i mezzi di salvataggio veloci ammonta a circa 2mila euro: si tratta di cifre insostenibili per le famiglie medie e per lavoratori spesso precari. Anche se, come ci è stato riferito, il numero dei centri di formazione aumentasse, con il conseguente abbattimento dei costi dovuto alla concorrenza, si tratterebbe comunque di una spesa troppo ingente”.
“Pur apprezzando la disponibilità del Comando – conclude Mennella – ribadiamo che è urgente trovare risposte e soluzioni adeguate: non vorremmo che anche ai marittimi a turno generale, che non hanno un reddito certo e costituiscono l’anello ‘debole’ della catena lavorativa, fosse richiesta una formazione completa laddove il costo delle certificazioni non è facilmente affrontabile”.

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