“Si conclude la vertenza Mercatone Uno, iniziata ormai tre anni fa, che ha coinvolto circa 3700 lavoratori”.
Lo dichiara il vice segretario nazionale Ugl Terziario, Luigi Giulio De Mitri Pugno, ricordando come “l’azienda posta in amministrazione straordinaria dal Mise, depredata dai sui azionisti di riferimento, la famiglia Cenni di Imola, abbia vissuto in questi anni tanti momenti di sconforto, in particolare modo i lavoratori i quali sono stati estremamente penalizzati”.
“Shernon srl e Cosmo srl, i due operatori economici che all’inizio del 2018 avevano deciso di acquisire parte dei punti di vendita e dei lavoratori, ripristineranno rispettivamente 1925 e 285 posti di lavoro, per il 95% part time, tutti inquadrati al quarto livello: questa l’unica e migliore delle soluzioni per garantire un posto di lavoro a più persone possibili in uno scenario economico davvero drammatico. Purtroppo sono rimasti esclusi da questa operazione di salvataggio più di 1000 lavoratori (cassa integrazione fino a gennaio e successivamente Naspi), i quali hanno pagato il prezzo di essere dipendenti di un’azienda decotta, spremuta, con un debito mostruoso e con un processo alle porte, finalmente, per la famiglia Cenni, la vera responsabile della disperazione di tantissime famiglie”.
“Ma per il futuro – conclude Giulio De Mitri – auspichiamo che, come per le delocalizzazioni, da parte del Governo siano presi provvedimenti contro quelle imprese, anche italiane, che nel corso della loro attività produttiva spostano all’estero, in paradisi fiscali, i proventi del sudore del nostro lavoro. Anche la ‘delocalizzazione finanziaria’ deve essere monitorata, verificata e ostacolata”.

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