“È controproducente per il nostro sistema industriale la polemica scaturita dall’utilizzo obbligatorio dei sacchetti biodegradabili, ma è altrettanto vero che il Governo non ha né recepito né attuato adeguatamente la relativa direttiva comunitaria e che, soprattutto, la stessa non è stata spiegata come si sarebbe dovuto all’opinione pubblica”. Lo afferma il Segretario Generale dell’Ugl Chimici, Luigi Ulgiati, spiegando che “sono passati inosservati due aspetti positivi di questa scelta: uno riguarda la trasparenza, visto che anche prima pagavamo i sacchetti pochi centesimi ma senza saperlo; il secondo relativo al sacchetto, prodotto tecnologico innovativo della Novamont, azienda a sua volta tra i nostri fiori all’occhiello nel settore. È chiaro che il materiale biodegradabile può essere migliorato, ma per farlo servono ulteriori investimenti, non solo di singole aziende private”.
“Il dibattito in casa nostra – aggiunge il sindacalista – potrebbe essere recepito all’estero come ‘invito’ a portarci via un asset strategico. L’amministratrice delegata di Novamont, Catia Bastioli, è infatti una chimica di altissimo profilo e sensibilità ambientale, una scienziata che l’Europa e il mondo ci invidiano”.
“Non facciamoci scappare – conclude Ulgiati – uno dei pochi veri cervelli che ancora non sono emigrati”.

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