«L’aumento dei costi energetici sta mettendo in grave difficoltà l’industria italiana, già esposta alle oscillazioni dei prezzi di gas ed elettricità e alle crisi geopolitiche. Il rischio è una perdita di competitività e nuove delocalizzazioni. In questo contesto, la Legge Delega sul nucleare sostenibile offre l’opportunità di creare una disciplina moderna che copra l’intera filiera, integrando — e non sostituendo — le rinnovabili». Lo hanno affermato Luigi Ulgiati, Vicesegretario Generale UGL, e Luca Pizzingrilli, Dirigente Confederale UGL, nel corso dell’audizione presso le Commissioni riunite VIII (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) e X (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei Deputati, in merito alla “Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile”.
«Con consumi elettrici destinati a raddoppiare entro il 2050 e una produzione interna insufficiente, il nuovo nucleare diventa essenziale per garantire stabilità, sicurezza e programmabilità. Può rafforzare la decarbonizzazione e ridurre la volatilità dei prezzi, ma richiede un quadro normativo snello e favorevole all’innovazione. L’Italia – hanno osservato – deve completare la gestione del passato, realizzare il Deposito Nazionale e superare vincoli burocratici che frenano le nuove tecnologie. Una roadmap realistica parte dagli SMR per arrivare ai reattori avanzati».
«Il nucleare, insieme alle rinnovabili, è parte di un sistema equilibrato che crea occupazione qualificata e valorizza una filiera già tra le più forti d’Europa. Per riuscirci servono informazione scientifica, consenso pubblico e investimenti nel capitale umano. La UGL – hanno concluso – ritiene che la Legge Delega rappresenti un passo nella giusta direzione».

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