CESE: IL CONSIGLIERE ULGIATI ALLA SESSIONE PLENARIA DI MARZO

Molteplici e tutti di grande interesse gli argomenti dibattuti nel corso della due giorni, appena conclusasi a Bruxelles (18-19 Marzo), in cui il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) si è riunito in Sessione Plenaria: dalla presentazione dei risultati della Settimana della Società Civile, da cui è emersa la necessità di avere un sostegno dell’Unione Europea al terzo settore, alla questione degli alloggi, della disabilità, della salute emotiva dei giovani, passando per il tema, estremamente attuale, della mobilità militare e della difesa in Europa. Proprio a proposito di quest’ultima tematica è stato adottato il Parere relativo (TEN/869), in cui il CESE accoglie con favore l’iniziativa volta ad agevolare in modo significativo la mobilità militare all’interno dei Paesi membri e tra di essi, al fine di poter conseguire un effetto deterrente e di garantire la difesa in modo più rapido ed efficiente. La mobilità militare consiste nella capacità delle forze armate degli Stati membri di spostare rapidamente truppe e materiali nell’Unione ed attraverso le sue frontiere esterne per finalità militari. Per il CESE, la mobilità militare non è una questione tecnica od amministrativa, ma un elemento centrale della prontezza alla difesa e della sicurezza collettiva, che necessita di misure volte a semplificare ed armonizzare le norme in materia di logistica e trasporti, in quanto una parte significativa della mobilità militare viene attuata con risorse e personale civili ordinari, senza però che ciò vada a discapito dei diritti dei lavoratori, delle condizioni di lavoro, nonché delle norme di sicurezza. Il Consigliere Ulgiati, in proposito, ha sottolineato l’importanza di includere efficacemente le Parti Sociali e gli altri attori della società civile, tramite il dialogo sociale e quello civile. «La mobilità militare – ha dichiarato – sarà più efficiente e meglio organizzata se saranno partecipi gli attori civili e della società civile. Le Parti Sociali – ha aggiunto Ulgiati – dovrebbero pertanto essere adeguatamente coinvolte fin dall’inizio nella pianificazione, nella formazione, nelle esercitazioni, nelle prove di stress e nella valutazione».

UE: CONSIGLIO EUROPEO DI BRUXELLES 

La riunione dei Capi di Stato e di Governo europei, svoltasi a Bruxelles pochi giorni fa (19-20 Marzo), si è conclusa con luci ed ombre che hanno evidenziato come sia difficile rispondere, con voce unica, a sfide esistenziali sul ruolo stesso dell’Unione Europea al suo interno e sulla scena internazionale. La mancanza di unanimità tra i 27 ha infatti ancora una volta bloccato il prestito concesso all’Ucraina per impedire la bancarotta in tempi rapidi e consentire rifornimenti di armi e munizioni per sostenere lo sforzo bellico. Contrari, oltre all’Ungheria, anche la Slovacchia. La regola dell’unanimità sembra dunque bloccare tutto. Il veto arriva, peraltro, in un momento particolarmente delicato per l’Europa: gli Stati Uniti, sotto la Presidenza di Donald Trump, hanno interrotto gli aiuti a Kiev, lasciando agli Europei l’onere principale del sostegno finanziario. Un successo, però, il Vertice europeo l’ha raggiunto con l’approvazione dell’Agenda “Un’Europa, un mercato unico”. Si tratta di un Piano di azione ambizioso, con scadenze ben definite, che deve essere attuato tutto entro la fine del 2027, e la maggior parte entro la conclusione del 2026. Tra le misure indicate: il completamento del Mercato unico, il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, lo sviluppo dell’Unione dei mercati dei capitali, dell’Unione del risparmio e degli investimenti. Inoltre, sull’immigrazione vi è stato un importante contributo italiano che ha visto il Vertice Ue alzare ancora di più l’attenzione sulla crisi in Medio Oriente nella sua componente a cui finora si era prestata minore attenzione, quella cioè di possibili flussi di richiedenti asilo. Sebbene il conflitto non si sia tradotto ancora in flussi migratori immediati verso l’Unione Europea, il Consiglio Europeo, nelle sue Conclusioni, ha sottolineato l’importanza di mantenere un elevato grado di vigilanza, nonché di garantire il necessario livello di preparazione, sulla base degli strumenti e delle politiche che la Ue ha sviluppato negli ultimi anni. Un chiaro riferimento, dunque, al fatto che l’Europa oggi debba prevenire una possibile crisi migratoria, tramite il rafforzamento dei suoi confini esterni.

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EESC: COUNCILLOR ULGIATI AT THE MARCH PLENARY SESSION 

A wide range of topics of great interest were discussed during the two-day meeting, which has just concluded in Brussels (18–19 March), at which the European Economic and Social Committee (EESC) convened in Plenary Session: ranging from the presentation of the results of Civil Society Week, which highlighted the need for European Union support for the third sector, to the issues of housing, disability and the mental health of young people, as well as the highly topical issue of military mobility and defence in Europe. It was precisely on this last issue that the relevant Opinion (TEN/869) was adopted, in which the EESC welcomes the initiative aimed at significantly facilitating military mobility within and between Member States, in order to achieve a deterrent effect and ensure defence more rapidly and efficiently. Military mobility refers to the ability of Member States’ armed forces to rapidly move troops and equipment within the Union and across its external borders for military purposes. In the EESC’s view, military mobility is not a technical or administrative issue, but a central element of defence readiness and collective security, requiring measures to simplify and harmonise logistics and transport regulations, given that a significant part of military mobility is carried out using ordinary civilian resources and personnel, without this, however, being at the expense of workers’ rights, working conditions or safety standards. In this regard, Councillor Ulgiati emphasised the importance of effectively involving the Social Partners and other civil society actors through social and civil dialogue. «Military mobility – he stated – will be more efficient and better organised if civilian and civil society actors are involved. The Social Partners – added Ulgiati – should therefore be adequately involved from the outset in planning, training, exercises, stress tests and evaluation».

EU: EUROPEAN COUNCIL IN BRUSSELS 

The meeting of European Heads of State and Government, held in Brussels a few days ago (19–20 March), concluded with mixed results that highlighted how difficult it is to speak with one voice in response to existential challenges concerning the very role of the European Union both internally and on the international stage. The lack of unanimity among the 27 Member States has, in fact, once again blocked the loan granted to Ukraine to prevent rapid bankruptcy and allow for the supply of arms and ammunition to support the war effort. In addition to Hungary, Slovakia also opposed the move. The unanimity rule therefore seems to be blocking everything. The veto comes, moreover, at a particularly delicate moment for Europe: the United States, under the Presidency of Donald Trump, has cut off aid to Kyiv, leaving the Europeans to bear the main burden of financial support. The European Summit did, however, achieve a success with the approval of the “One Europe, One Single Market” Agenda. This is an ambitious action Plan, with clearly defined deadlines, which must be fully implemented by the end of 2027, and the majority by the end of 2026. Among the measures outlined are: the completion of the Single Market, the mutual recognition of professional qualifications, and the development of the Capital Markets Union and the Savings and Investment Union. Furthermore, on the issue of immigration, Italy made a significant contribution that led the EU Summit to focus even more attention on the crisis in the Middle East, specifically on an aspect that had previously received less attention: namely, the potential influx of asylum seekers. Although the conflict has not yet resulted in immediate migration flows towards the European Union, the European Council, in its Conclusions, emphasised the importance of maintaining a high level of vigilance, as well as ensuring the necessary level of preparedness, based on the instruments and policies that the EU has developed in recent years. A clear reference, therefore, to the fact that Europe must now prevent a potential migration crisis by strengthening its external borders.

UGL NEWS dall'EUROPA n. 166 del 20 Marzo 2026
EN - UGL NEWS from EUROPE n. 166 -20th of March 2026

 

 

 

 

 

 

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