IL CESE ED IL CENTRO EUROPEO DI ECCELLENZA CLINICA
L’Unione Europea si trova in un momento decisivo dell’evoluzione del suo quadro di politica sanitaria. Sebbene i sistemi sanitari rimangano di competenza nazionale, le recenti crisi, i progressi tecnologici e le crescenti aspettative dei pazienti segnalano la necessità di una maggiore cooperazione scientifica e di un uso più coerente dei dati a livello di Unione Europea. Negli ultimi venti anni l’Unione è riuscita ad istituire agenzie e meccanismi che hanno rafforzato la vigilanza normativa, la prevenzione delle malattie e la sicurezza sanitaria, ma restano tuttavia notevoli lacune strutturali, in particolare per quanto riguarda la conversione delle evidenze scientifiche nella pratica clinica quotidiana. In tale contesto si pone il Parere esplorativo INT/1111, adottato dal CESE nel corso della Sessione Plenaria di Aprile. Il Comitato ritiene che la frammentazione degli orientamenti clinici e dei protocolli di farmacoterapia tra gli Stati membri indebolisca l’efficienza e l’equità dei sistemi sanitari della Ue, raccomandando pertanto l’istituzione di un Centro europeo di eccellenza clinica che operi quale organismo di riferimento non vincolante della Ue per tradurre le evidenze scientifiche in orientamenti clinici di alta qualità nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. A tal fine, per il Consigliere Ulgiati «è fondamentale il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse: consultazioni strutturate con le Parti Sociali, il mondo accademico, gli operatori sanitari, i rappresentanti delle tecnologie farmaceutiche e mediche, nonché le organizzazioni dei pazienti e quelle dei consumatori garantirebbero infatti una migliore rispondenza delle raccomandazioni formulate dal Centro alle esigenze della società ed alle esperienze reali, migliorando anche la pertinenza dei risultati».
UE, IN VIGORE IL PATTO SULLA MIGRAZIONE E L’ASILO
Pochi giorni fa, esattamente il 12 Giugno, sono entrate in vigore le nuove regole che stabiliscono come l’Unione Europea gestirà le proprie frontiere, esaminerà le domande di asilo e disciplinerà le responsabilità con gli Stati membri. Adottato nel Maggio 2024, il Patto sulla migrazione e l’asilo ha riformato lo scenario del Vecchio Continente, costituendo ora il fulcro del nuovo approccio europeo relativamente al tema della migrazione. Per la prima volta la Ue dispone di un quadro globale sulla delicata questione, con una forte protezione dei confini esterni, norme in materia di asilo equilibrate e rigorose, nonché un giusto bilanciamento tra solidarietà e responsabilità. «La migrazione è una sfida europea che deve essere affrontata con una soluzione europea efficace, equa e ferma», ha spiegato la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, evidenziando i risultati del Patto in termini di frontiere esterne più sicure, solidarietà tra gli Stati membri e procedure di asilo e rimpatrio più efficienti. Inoltre, viene aperto un “nuovo capitolo” per affrontare insieme le cause profonde della migrazione, mediante un rafforzamento delle relazioni con i partner globali che prevede una diplomazia migratoria assertiva, una protezione delle frontiere tecnologicamente avanzata (con l’introduzione e la piena applicazione del sistema di ingressi/uscite) e nuove disposizioni per rendere i rimpatri più rapidi ed efficaci, come indicato nella “Strategia europea di gestione dell’asilo e della migrazione”, presentata dall’Esecutivo comunitario a Gennaio. Le priorità sono quelle di ridurre gli arrivi illegali, combattere il traffico di esseri umani, proteggere le persone bisognose, evitando abusi del sistema, promuovere la protezione del lavoro. Tra gli elementi fondamentali del Patto figurano controlli di sicurezza approfonditi di tutti i migranti irregolari che attraversano illegalmente le frontiere della Ue; termini più brevi per le procedure di asilo e norme più rigorose per le domande abusive; condizioni di accoglienza dignitose in tutta la Ue che agevolino un accesso più rapido al mercato del lavoro (già dopo 6 mesi); solide garanzie per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali, compreso un meccanismo di monitoraggio indipendente durante gli accertamenti e la procedura di asilo alla frontiera. Secondo la Commissione il nuovo approccio starebbe già dando buoni risultati, con una diminuzione del 55% degli attraversamenti illegali delle frontiere rispetto a due anni fa.
EN
THE EESC AND THE EUROPEAN CENTRE FOR CLINICAL EXCELLENCE
The European Union is at a decisive juncture in the development of its health policy framework. Although health systems remain a national competence, recent crises, technological advances and rising patient expectations point to the need for greater scientific cooperation and a more consistent use of data at EU level. Over the last twenty years, the EU has succeeded in establishing agencies and mechanisms that have strengthened regulatory oversight, disease prevention and health safety; however, significant structural gaps remain, particularly regarding the translation of scientific evidence into everyday clinical practice. It is against this backdrop that Exploratory Opinion INT/1111, adopted by the EESC during its April Plenary Session, is set. The Committee considers that the fragmentation of clinical guidelines and pharmacotherapy protocols across Member States undermines the efficiency and equity of the EU’s healthcare systems, and therefore recommends the establishment of a European Centre for Clinical Excellence to act as a non-binding EU reference body for translating scientific evidence into high-quality clinical guidelines, in full compliance with the principles of subsidiarity and proportionality. To this end, according to Councillor Ulgiati «the involvement of all stakeholders is essential: structured consultations with the Social Partners, the academic community, healthcare professionals, representatives of the pharmaceutical and medical technology sectors, as well as patient and consumer organisations, would ensure that the Centre’s recommendations better reflect society’s needs and real-world experiences, thereby also improving the relevance of the results».
EU: MIGRATION AND ASYLUM PACT NOW IN FORCE
A few days ago, on the 12nd of June to be precise, new rules came into force setting out how the European Union will manage its borders, examine asylum applications and regulate responsibilities among Member States. Adopted in May 2024, the Pact on Migration and Asylum has reshaped the landscape of the Old Continent, now forming the cornerstone of the new European approach to migration. For the first time, the EU has a comprehensive framework on this sensitive issue, featuring robust protection of external borders, balanced and rigorous asylum rules, as well as a fair balance between solidarity and responsibility. «Migration is a European challenge that must be addressed with an effective, fair and firm European solution», explained European Commission President Ursula von der Leyen, highlighting the Pact’s achievements in terms of more secure external borders, solidarity among Member States, and more efficient asylum and return procedures. Furthermore, a “new chapter” is being opened to tackle the root causes of migration together, through strengthened relations with global partners involving assertive migration diplomacy, technologically advanced border protection (with the introduction and full implementation of the Entry/Exit System) and new provisions to make returns faster and more effective, as set out in the “European Strategy on Asylum and Migration”, presented by the European Commission in January. The priorities are to reduce illegal arrivals, combat human trafficking, protect those in need whilst preventing abuse of the system, and promote labour protection. Key elements of the Pact include thorough security checks on all irregular migrants crossing EU borders illegally; shorter deadlines for asylum procedures and stricter rules on abusive applications; dignified reception conditions across the EU facilitating faster access to the labour market (after just 6 months); robust safeguards to ensure respect for fundamental rights, including an independent monitoring mechanism during border checks and the asylum procedure. According to the Commission, the new approach is already yielding positive results, with a 55% decrease in illegal border crossings compared to two years ago.
UGL NEWS dall'EUROPA n. 178 del 12 Giugno 2026EN - UGL NEWS from EUROPE n. 178 - 12nd of June 2026