CESE: ULGIATI PRESENTE ALLA SESSIONE PLENARIA DI SETTEMBRE

Si è da pochi giorni conclusa la 608^ Sessione Plenaria del CESE (23-24 Settembre), la prima dopo la pausa estiva, a cui ha preso parte il Consigliere Ulgiati e nel corso della quale si sono svolti stimolanti dibattiti, tutti di grande interesse, come quello che ha visto la partecipazione di Raffaele Fitto, Vicepresidente esecutivo della Commissione Europea per la coesione e le riforme, sul tema della modernizzazione della politica di coesione, in relazione all’adozione del Parere NAT/982 riguardante la verifica rurale. Con questo termine si intende la valutazione sistematica del modo in cui le politiche incidono sulle zone rurali, seguita da adeguamenti volti a garantire l’equità e l’equilibrio territoriale. Tale strumento di valutazione orizzontale, basato su metodologie trasparenti, è finalizzato a garantire che tutte le politiche settoriali siano esaminate in una prospettiva rurale (“think rural”), nella convinzione che le politiche agricole e rurali sostengono la fornitura di beni pubblici essenziali per tutti i cittadini. Tuttavia, i loro benefici vengono meno laddove le comunità rurali perdono l’accesso a servizi di base quali i trasporti, l’alloggio, la sanità, l’istruzione e la connessione ad Internet. Siffatta erosione del benessere colpisce in particolare le donne, i giovani e le persone appartenenti a gruppi vulnerabili, compromettendone il diritto di rimanere e di ritornare nelle zone rurali, remote e montane. Per il Consigliere Ulgiati «le zone rurali svolgono in Europa un ruolo determinante, non solo per la coltivazione di prodotti di maggiore qualità e di minore impatto ambientale, ma anche per la creazione di ecosistemi di alta sostenibilità a beneficio altresì delle zone limitrofe. Al fine di garantire, dunque, un maggiore sviluppo delle zone rurali – ha proseguito – è necessario “think rural”, mediante l’elaborazione di nuove politiche che sappiano garantire adeguati trasporti, accesso alla casa, luoghi di cura, istruzione e sostegno all’occupazione. Tramite queste azioni – ha concluso Ulgiati – si potrebbe evitare l’abbandono dei territori rurali, così preziosi, da parte di giovani e donne che risultano essere proprio i soggetti più vulnerabili».

UE: LA MAPPA DEL LAVORO IN EUROPA

Avere a disposizione una cartina affidabile del mercato del lavoro europeo per il prossimo decennio: è questo ciò che offre il recente aggiornamento delle “Previsioni sulle competenze” pubblicato dal Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop). Analizzando le tendenze fino al 2035, questo strumento aiuta tutti, dai singoli candidati alle grandi aziende, a prepararsi alle mutevoli esigenze di competenze ed alle nuove opportunità. I mercati del lavoro europei sono in fase di trasformazione a causa della digitalizzazione, dell’invecchiamento demografico e della transizione verde. Poiché questi cambiamenti si sviluppano nell’arco di decenni, i sistemi di istruzione e formazione necessitano di informazioni affidabili ed a lungo termine per poter reagire tempestivamente, adeguando l’offerta, anticipando le carenze e guidando gli studenti verso carriere sostenibili. La nuova Previsione mostra proiezioni quantitative sull’andamento dell’occupazione fino al 2035 per Paese, settore e professione nella UE-27, nonché in Islanda, Norvegia, Repubblica di Macedonia del Nord, Svizzera e Turchia, supportando una progettazione delle politiche più coerente a livello europeo, nazionale e settoriale. La versione 2026 del documento introduce due importanti miglioramenti: un’analisi specifica sulla domanda di sostituzione (la necessità di coprire i posti lasciati liberi dai lavoratori che abbandonano una professione, principalmente per pensionamento) ed una disaggregazione delle qualifiche di livello intermedio in percorsi di formazione professionale e generale, fornendo un quadro maggiormente dettagliato sul panorama delle competenze in Europa. Si prevede che da qui al 2035 i posti di lavoro nella Ue aumenteranno complessivamente di oltre il 4%. Tuttavia, tale crescita non è distribuita uniformemente. Gran parte della domanda in settori specifici è trainata dall’espansione delle tecnologie verdi e digitali, mentre gli impieghi nel settore dei combustibili fossili sono in calo, con un decremento previsto del 10,7% all’anno per quanto riguarda l’occupazione nel settore del carbone. A complicare infine il quadro vi è la questione demografica, con la fascia di lavoratori tra i 30 ed i 54 anni che si sta assottigliando, soppiantata da una presenza di over 65 in aumento costante di oltre il 7% all’anno. Questo incremento di pensionamenti rischia purtroppo di lasciare scoperte posizioni chiave, creando una forte carenza di profili ad alta qualifica, soprattutto dirigenti e personale sanitario.

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EESC: ULGIATI ATTENDS SEPTEMBER PLENARY SESSION 

The 608th Plenary Session of the EESC (23–24 September), the first since the summer recess, concluded a few days ago. Councillor Ulgiati took part in the Session, during which a number of stimulating debates took place, all of great interest, such as the one featuring Raffaele Fitto, Executive Vice-President of the European Commission for Cohesion and Reforms, on the modernisation of cohesion policy, in relation to the adoption of the Opinion NAT/982 on the rural review. This term refers to the systematic assessment of how policies affect rural areas, followed by adjustments aimed at ensuring equity and territorial balance. This horizontal assessment tool, based on transparent methodologies, aims to ensure that all sectoral policies are examined from a rural perspective (“think rural”), in the belief that agricultural and rural policies underpin the provision of essential public goods for all citizens. However, their benefits are undermined where rural communities lose access to basic services such as transport, housing, healthcare, education and internet connectivity. This erosion of well-being affects women, young people and those belonging to vulnerable groups in particular, undermining their right to remain in and return to rural, remote and mountainous areas. According to Councillor Ulgiati «rural areas play a crucial role in Europe, not only in the cultivation of higher-quality produce with a lower environmental impact, but also in the creation of highly sustainable ecosystems that also benefit neighbouring areas. In order to ensure greater development of rural areas – he continued – we need to “think rural” by devising new policies that guarantee adequate transport, access to housing, healthcare facilities, education and employment support. Through these measures – Ulgiati concluded – we could prevent the exodus from rural areas, which are so precious, of young people and women, who are precisely the most vulnerable groups».

EU: A MAP OF THE EUROPEAN LABOUR MARKET 

Having access to a reliable map of the European labour market for the coming decade: this is what the recent update to the “Skills Forecast”, published by the European Centre for the Development of Vocational Training (Cedefop), offers. By analysing trends up to 2035, this tool helps everyone – from individual jobseekers to large companies – to prepare for changing skills requirements and new opportunities. European labour markets are undergoing transformation due to digitalisation, an ageing population and the green transition. As these changes unfold over decades, education and training systems need reliable, long-term information to be able to respond in a timely manner, adapting provision, anticipating shortages and guiding learners towards sustainable careers. The new Forecast presents quantitative projections on employment trends up to 2035 by Country, sector and occupation across the EU-27, as well as in Iceland, Norway, the Republic of North Macedonia, Switzerland and Turkey, supporting more coherent policy-making at European, national and sectoral levels. The 2026 version of the document introduces two significant improvements: a specific analysis of replacement demand (the need to fill vacancies left by workers leaving a profession, mainly due to retirement) and a breakdown of intermediate-level qualifications into vocational and general education pathways, providing a more detailed picture of the skills landscape in Europe. It is forecast that between now and 2035, the number of jobs in the EU will increase by more than 4% overall. However, this growth is not evenly distributed. Much of the demand in specific sectors is driven by the expansion of green and digital technologies, whilst jobs in the fossil fuels sector are declining, with employment in the coal sector forecast to fall by 10.7 per cent per year. Finally, the picture is further complicated by demographic factors, with the workforce aged between 30 and 54 shrinking, replaced by a steadily growing proportion of over-65s, increasing by more than 7 per cent a year. Unfortunately, this rise in retirements risks leaving key positions unfilled, creating a severe shortage of highly skilled workers, particularly managers and healthcare staff.

UGL NEWS dall'EUROPA n. 188 del 28 Settembre 2026
EN - UGL NEWS from EUROPE n. 188- 28th of September 2026
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