«I dati del rapporto sul Benessere equo e sostenibile dell’Istat, evidenziano segnali positivi sul fronte dell’occupazione, dei redditi e della qualità della vita. Nel 2025 il tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni ha raggiunto il 67,6%, mentre il reddito medio disponibile pro capite è cresciuto del 2,4% in termini nominali. Anche la speranza di vita alla nascita ha toccato il massimo storico di 83,7 anni. Le misure di incentivo alle assunzioni e il taglio strutturale del costo del lavoro hanno contribuito a rafforzare la competitività delle imprese e a sostenere la crescita dell’occupazione, che ha raggiunto livelli record. L’Ugl guarda con favore a questo cambio di passo, così come al rafforzamento delle Zone economiche speciali e agli strumenti a sostegno dell’innovazione e della modernizzazione del sistema produttivo, a partire da Industria 4.0». Così Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl.
«Per rimuovere le cause profonde che frenano lo sviluppo del Sud, è fondamentale proseguire lungo il percorso avviato, puntando sulle politiche attive del lavoro, sulla formazione e sul rilancio delle infrastrutture. Solo attraverso investimenti strategici, capaci di attrarre imprese, valorizzare i territori e creare occupazione stabile, sarà possibile superare la logica assistenziale ed emergenziale del passato e costruire condizioni durature di crescita. È inoltre strategico investire nelle competenze e nell’innovazione, cogliendo le opportunità della transizione digitale e dell’intelligenza artificiale, e rafforzare l’autonomia energetica nazionale attraverso un mix equilibrato di fonti, includendo anche il contributo del nucleare di nuova generazione. L’obiettivo è trasformare la crescita in benessere diffuso, riducendo le disuguaglianze territoriali. L’Ugl auspica, pertanto, la prosecuzione del confronto tra Governo e parti sociali in vista della prossima manovra, per sostenere l’occupazione, tutelare i redditi e promuovere lo sviluppo economico del Paese», ha concluso Capone.
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