“Sono noti, all’universo agricolo italiano la quantità e la qualità dei ritardi circa la corretta erogazione degli aiuti comunitari da parte di Agea al sistema agricolo nazionale, cui va a sommarsi un grande numero di contenziosi aperti dagli stessi imprenditori agricoli, che vedono l’Agea normalmente soccombere, con i relativi costi a carico  delle casse dello Stato”.
Lo dichiara il segretario nazionale Ugl Agroalimentare, Paolo Mattei.
“Sarà perché la sede è Roma ed in linea d’aria molto vicina alla salita del grillo dove un tempo risiedeva l’omonimo marchese, il cui intramontabile motto ‘io sono io e voi non siete….’ sembra essere diventato la parola d’ordine dell’attuale dirigenza Agea”.
“Sembra, infatti, che qualche illuminato dirigente Agea ispirato da un autentico delirio di onnipotenza e prendendo in prestito il termine ‘antinomie’ di kafkiana memoria circa l’interpretazione del decreto legislativo n. 74/2018, continui imperturbabile a produrre danni. Dallo stato attuale, sembra che si voglia perseguire l’obiettivo di una futura chiusura di Agea. Ciò appare evidente, infatti dalla negazione reiterata del contributo di funzionamento delle attività di controllo svolte da Agecontrol, per le spese sostenute al 31 agosto 2018. Questa improvvida iniziativa provoca l’immediato blocco delle attività di controllo di quest’ultima, operazione che di fatto causa la fattispecie dell’interruzione di pubblico servizio per le attività disciplinate dalla legge n. 71/2005, la quale prevede testualmente: “l’AGEA è l’autorità nazionale responsabile delle misure necessarie per assicurare l’osservanza delle nome comunitarie relative ai controlli di conformità o alle norme di commercializzazione nel settore degli ortofrutticoli avvalendosi dell’Agecontrol”.
“Pertanto lunedì pv  con il blocco delle attività dell’Agecontrol relative alle importazioni e alle esportazioni dei prodotti ortofrutticoli freschi, nessuno più rilascerà il certificato prodromico alle attività doganali, creando non pochi problemi al mercato ortofrutticolo nazionale. Oltre a ciò, si avrà anche l’interruzione dei controlli relativi a quelli di primo e secondo livello, quelli ex post, il Fep ed il Feamp, situazione che potrebbe produrre ulteriori correzioni finanziarie da parte della Comunità europea che andranno a gravare sul bilancio dello stato”.
“Come viene gestita l’Agea? Oggi sembra sicuramente in danno dei produttori agricoli italiani e di tutto il sistema Paese. È ragionevole ricordare quanto costano alle tasche dei contribuenti i dirigenti di prima fascia, autoreferenziali e sicuramente non sottopagati, che sono i responsabili materiali di una simile situazione. Dalle tabelle pubblicate sul sito di Agea emerge che i dirigenti di primo livello si distinguono per una retribuzione e un premio di risultato molto vicino alla retribuzione del Presidente della Repubblica. I tre, oltre a percepire un’ottima retribuzione si dividono la somma di 153.391,47 euro nel 2014, 105.000 nel 2015 e 105.000 nel 2016, al raggiungimento della performance pari al 100/100 (noto e certficato dall’organismo di valutazione indipendente)”.
“L’Ugl Agroalimentare – sottolinea Mattei – crede che non sia più possibile aspettare altro tempo, non puo più perdurare questa situazione, bisogna dare un segnale forte e chiaro ed è necessario un radicale  cambio di rotta. Pertanto l’Ugl Agroalimentare chiede, per tali ragioni, al Ministro dell’Agricoltura on. Centinaio di provvedere con urgenza al Commissariamento di Agea nonché alla rimozione dell’attuale dirigenza, responsabile dell’attuale situazione”.
“La Ugl Agroalimentare – conclude Mattei – è convinta che il sistema agricolo nazionale si meriti istituzioni migliori, meno autoreferenziali, più competenti e funzionali al settore primario dell’economia italiana”.

 

 

 

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