“Stupore e delusione per aver ricevuto un diniego, motivato con incomprensibili argomentazioni, da parte del Consiglio dell’ANAC ad una istanza di accesso civico generalizzato”.

Sono parole del rappresentante nazionale dell’Ugl Authority Anac, Cristiano Bonelli.

“L’ordinamento italiano – spiega Bonelli – ha riconosciuto la libertà di accedere alle informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni come diritto fondamentale, in conformità all’art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), attribuendo ad ANAC il potere di fornire indicazioni operative a tutte le pubbliche amministrazioni per l’applicazione delle esclusioni e dei limiti all’accesso. Tali limiti sono stati delineati dall’ANAC presieduta dall’ormai ex presidente, Raffaele Cantone, con le proprie ‘Linee Guida’ (Delibera n. 1309 del 28 dicembre 2016) secondo le quali  ‘chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni …  nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi pubblici e privati giuridicamente rilevanti, secondo quanto previsto dall’art. 5-bis del d.lgs. n. 33/2013’”.

“È paradossale – conclude Bonelli – che l’Anac, da un lato, impartisca indicazioni a tutte le altre amministrazioni e, dall’altro, smentisca se stessa e le proprie linee guida negando l’accesso ai propri documenti. L’UGL nelle funzioni del proprio ruolo ha dovuto rivolgere istanza di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’Autorità Nazionale Anticorruzione nell’auspicio che la struttura organizzativa possa superare le contraddizioni dei vertici che hanno disposto il diniego”.

 

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