“Si è davanti ad una operazione che ha un forte impatto in termini finanziari, ma che esclude le fasce di reddito oggettivamente più bisognose e l’intera platea dei pensionati”. Questo in sintesi l’intervento della delegazione UGL, composta dai segretari confederali Vincenzo Abbrescia e Fiovo Bitti, nel corso dell’audizione sul Dl Fisco avvenuta oggi in commissione Finanze del Senato. Per Abbrescia “considerando anche quanto stanziato per la parziale sterilizzazione delle clausole su Iva ed accise, l’azione del governo dovrebbe essere indirizzata verso una riforma fiscale che punti sull’equità e la semplificazione. In questo senso, l’ipotesi, troppo presto accantonata, di introdurre, eventualmente per passaggi successivi, la cosiddetta flat tax torna ad essere perseguibile, anche nel rispetto del dettato costituzionale”. “Sono diversi i nodi: la misura non sembra avere una copertura adeguata; il provvedimento amplifica, se possibile, alcuni limiti già emersi con il bonus Renzi, in quanto esclude i redditi più bassi, vale a dire oltre 4,1 milioni di lavoratori dipendenti. Inoltre, si considera il reddito individuale e non quello familiare, con la conseguenza che, anche tenendo presente la detrazione per il figlio a carico, una famiglia monoreddito è penalizzata rispetto al caso di due coniugi senza figli. Come se non  bastasse, sono esclusi i pensionati: sono quasi 11 milioni le pensioni al di sotto della soglia di 8.200 euro”. “Infine, – ha detto in conclusione Abbrescia – il provvedimento si scarica sui datori di lavoro che dovranno anticipare quanto spettante ai propri dipendenti e soltanto in un secondo momento potranno recuperare il tutto con lo strumento della compensazione dei crediti che il recente decreto fiscale collegato alla legge di bilancio ha reso un meccanismo più complesso”.

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