«I dati Istat sul 2025 confermano un segnale positivo per i lavoratori italiani: le retribuzioni contrattuali crescono del 3,1% rispetto all’anno precedente e superano l’inflazione registrata (+1,7%), realizzando un recupero del potere d’acquisto dopo anni complessi. In particolare, nel settore privato l’aumento del 3,2%, trainato da agricoltura (+5,0%) e industria (+3,4%), dimostra che le imprese stanno beneficiando delle politiche di sostegno alla produttività e al lavoro. Anche nella pubblica amministrazione la crescita del 2,7% è significativa, legata ai rinnovi contrattuali del triennio 2022-2024. Complessivamente, 48 contratti nazionali riguardano circa 7,6 milioni di lavoratori, pari al 57,8% dei dipendenti. Questi risultati confermano l’efficacia delle misure del Governo, dalla riduzione dell’aliquota Irpef al 33%, alla detassazione dei premi di produttività e degli straordinari festivi e notturni, dal taglio del cuneo fiscale al rinnovo dei contratti collettivi, fino agli interventi come la Zes Unica e le azioni di sburocratizzazione. Si tratta di interventi particolarmente significativi volti a rilanciare i consumi, salvaguardare il potere d’acquisto delle retribuzioni e sostenere la crescita dell’occupazione». Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito ai dati Istat sull’aumento delle retribuzioni contrattuali nel 2025.
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