“I dati forniti da Confcommercio sono allarmanti. Saranno circa 60 mila imprese tra bar e ristoranti a chiudere i battenti per effetto del lockdown. Stiamo parlando del 20% delle piccole imprese, la spina dorsale su cui poggia l’intero sistema Paese. Mentre la liquidita’ promessa dal Governo tramite i fondi garantiti tarda ad arrivare e il dibattito relativo alle somme da destinare a fondo perduto è ancora in alto mare, il tessuto produttivo italiano rischia un tracollo economico senza precedenti. Il suicidio dell’imprenditore napoletano avvenuto nei giorni scorsi è un triste campanello d’allarme di quanti hanno  paura di non farcela. In tal senso, imprese e lavoratori hanno bisogno di risposte certe e concrete. E’ inammissibile che provvedimenti adottati da mesi siano incagliati nelle maglie della burocrazia. E’ tempo di superare i veti incrociati e varare una seria riforma del fisco volta a riattivare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro per favorire così la ripresa economica”. Così Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl.

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