“La conferenza sulla famiglia è un momento importante che purtroppo non ha avuto il riconoscimento politico e sociale che meritava, inficiata forse anche dalle dimissioni del ministro Costa a metà del lavoro dell’Osservatorio sulla famiglia che supporta con i suoi lavori la conferenza”.
Lo dichiara il segretario confederale dell’Ugl, Ornella Petillo, che oggi partecipa all’evento in corso a Roma.
“Nonostante ciò –prosegue – abbiamo un vantaggio temporale sul prossimo confronto sulla Legge di stabilità e questo ci permette chiedere che si mettano al centro del dibattito le politiche sulla famiglia. Occorre stimolare il dibattito e, soprattutto, l’azione a favore dei nuclei familiari, che l’Ugl ha messo da sempre al centro delle proprie politiche sostenendo battaglie importanti come quella per il quoziente familiare”.
“Bisogna porre rimedio al più presto all’iniquità di una tassazione individuale che non riconosce, se non parzialmente, i carichi familiari. Le conseguenze più evidenti – spiega – di tale distonia sono quelle riconducibili al bonus di ottanta euro, fruito da entrambi i coniugi con reddito immediatamente inferiore alla soglia massima indicata, senza figli o altri familiari a carico, ma non da un nucleo familiare monoreddito, con entrate di poco superiori alla soglia indicata, in cui sono presenti dei figli”.
“Attualmente le politiche per la famiglia sono prive di un quadro strategico coerente e integrato – aggiunge -, gli interventi sono spesso frammentati e rispondono a logiche di tamponamento emergenziale o, peggio ancora, di ‘passerelle occasionali’ che non risolvono i colli di bottiglia della crescita sociale del Paese, come ad esempio la denatalità”.
“Un vero welfare di comunità, invece, si basa sulla valorizzazione della famiglia: trascurare questo concetto – conclude Petillo – vuol dire continuare a pensare e programmare in maniera disomogenea e incoerente rispetto alle vere esigenze del Paese”.

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