«I dati del Fondo Monetario Internazionale confermano la fragilità del quadro economico: per l’Italia è attesa una crescita del PIL pari allo 0,5% nel 2026, in calo rispetto alle precedenti previsioni. Un rallentamento che rischia di avere ripercussioni dirette su lavoratori, famiglie e imprese, in un contesto già aggravato dall’aumento dei costi energetici e dall’incertezza globale”. Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito alle recenti stime del FMI sul Pil italiano nel 2026. “Di fronte a questo scenario, appare sempre più evidente la necessità di rivedere regole europee come il Patto di Stabilità, che rischiano di limitare la capacità degli Stati di intervenire in modo efficace – ha aggiunto -. È fondamentale garantire maggiore flessibilità sugli investimenti strategici, in particolare nel settore energetico, e consentire politiche espansive in grado di sostenere la crescita, contrastare le spinte inflattive e prevenire una nuova crisi economica e sociale. Il dibattito in corso sulla possibilità di superare vincoli eccessivamente stringenti va nella direzione giusta: servono strumenti adeguati alla fase che stiamo vivendo, per tutelare in primo luogo i lavoratori e rafforzare la tenuta del sistema produttivo”.
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