“Il fatto che sempre un maggior numero di giovani lascia casa con difficoltà dimostra che la crisi  economica ancora non è superata. Anche per tale ragione, è  assolutamente improcrastinabile porre mano alla Legge Fornero che di fatto ha impedito a Pubblica Amministrazione e imprese il  fisiologico turnover”. Lo afferma in una nota da Tel Aviv, dove è in visita istituzionale, Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, commentando i dati pubblicati da Eurostat, secondo cui nel 2017 sono aumentati i giovani ‘mammoni’, quelli cioè che  rimangono a casa per la mancanza di occupazione. “Occorre dunque una vera e propria strategia capace di anticipare e stimolare la domanda di nuovi lavori da parte del sistema produttivo e, allo stesso tempo, incentivare la formazione delle competenze”, conclude Capone.

Il Segretario Generale è da ieri a Tel Aviv con una delegazione dell’Ugl – composta dalla Segretaria Confederale Daniela Ballico, dalla Presidente del Ciscos Patrizia Del Ninno, dal responsabile delle Relazioni internazionali dell’Ugl GianLuigi Ferretti e dal responsabile delle Relazioni istituzionali dell’Ugl Roma, Stefano Andrini – dove ha fatto visita alla Beith Italia. Fondata nel 1958 e guidata dalle donne dell’associazione ADEI, il centro “si occupa – ha spiegato Capone – dei giovani del quartiere con attività ludiche e didattiche orientate ad aiutare le famiglie socialmente più disagiate. All’interno del centro scuola di musica, una palestra di arti marziali aule didattiche, un’area adibita a laboratorio artistico e galleria d’arte e sale di informatica (una delle quali allestite con il contributo della Ugl). Un interessante esempio di attività di volontariato finalizzato all’integrazione di ragazzi Cristiani, Musulmani ed Ebrei di diverse etnie”. Poi stamattina l’incontro presso l’ambasciata d’Italia con il Capo Missione, Gianmarco Macchia, per illustrare i dettagli della nostra missione in Israele e per analizzare lo stato sociale e l’economia del Paese. Una lungo incontro – ha sottolineato Capone – che ci ha consentito di approfondire le condizioni della comunità italiana presente e le opportunità per i nostri imprenditori di investimento soprattutto sui settori tecnologici nei quali la capacità manifatturiera italiana è perfettamente complementare con la mancanza di impianti industriali israeliana e la grande capacità di innovazione”.
Subito dopo visita alla Camera di Commercio italiana in Israele per un confronto sul tema dello sviluppo dei rapporti imprenditoriali e commerciali.

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