“L’Ugl esprime il suo cordoglio alla famiglia del giovane operaio di 24 anni morto sul posto di lavoro, una tragedia vergognosa che si poteva evitare. Siamo in presenza di un allarme sociale, segno di una intollerabile mancanza di cultura della sicurezza e controlli sui luoghi di lavoro”. Lo dice Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, in merito alla morte dell’operaio in provincia di Bari.
“Tra l’altro – aggiunge – le denunce di infortunio sul lavoro, con esito mortale, presentate all’Inail nel 2018, sono state 1.133: 104 casi in più rispetto ai 1029 del 2017. Per questo, chiediamo che all’interno delle aziende ci sia più formazione per i nostri operai, soprattutto in quei luoghi dove il rischio di incidenti è alto. L’Ugl continuerà il suo tour ‘Lavorare per Vivere’ volto a sensibilizzare il governo e l’opinione pubblica sul tema delle cosiddette morti bianche”, conclude Capone.

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