“Impossibile rimettere in moto il Paese se i licenziamenti aumentano e le assunzioni stabili diminuiscono”. Così Fiovo Bitti, segretario confederale dell’Ugl, in merito alla rilevazione dell’Inps nell’Osservatorio sul precariato.“Come più volte affermato dall’Ugl – prosegue il sindacalista – il  Jobs act più che creare posti di lavoro li distrugge. Finiti gli incentivi, le imprese non hanno più assunto, tanto che il saldo fra assunzioni e cessazioni tende sempre più ad assottigliarsi, anzi hanno iniziato a licenziare, potendo contare sulle maglie più larghe del contratto a tutele crescenti che, in caso di licenziamento disciplinare illegittimo, non prevede il reintegro, ma soltanto il riconoscimento di una indennità, parametrata sugli anni di anzianità di servizio”. “Mancando il riferimento alle norme disciplinari contenute nei contratti collettivi di lavoro – conclude –  il giudice non ha neanche gli strumenti per valutare l’insussistenza del fatto, l’unica opzione che può portare alla reintegra, o la sproporzione del licenziamento rispetto alla mancanza disciplinare”.

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