“In Italia c’è ancora fame di lavoro soprattutto tra i giovani; mancano purtroppo risposte coerenti dal governo e, per ragioni diverse, dallo stesso sistema delle imprese”.
Lo afferma il segretario confederale dell’Ugl, Fiovo Bitti, commentando i dati odierni dell’Istat che registra una risalita del tasso di disoccupazione, a luglio + 0,2 punti sul mese precedente, arrivando a toccare l’11,3%, mentre cresce dello 0,3% anche il numero degli occupati, con 59 mila unità in un mese.
Per il sindacalista “il superamento della soglia di 23 milioni di occupati si infrange sull’evidente crescita del numero dei disoccupati, a conferma di come oggi sia ancora più necessario rispetto al passato che all’interno delle famiglie ci siano più entrate, perché l’occupazione è precaria, spesso di poche ore settimanali, e, conseguentemente, con retribuzioni che non permettono di affrontare le spese fisse”.
“Non è una semplice questione di costo del lavoro, che pure incide – sottolinea Bitti – la chiave di volta è nella creazione di opportunità. In questo senso, preoccupano i ridotti investimenti sul fattore umano, sulla formazione iniziale e su quella continua, in altre parole sulle politiche attive, anche da parte delle imprese, le quali, nella migliore delle ipotesi, si limitano ai soli obblighi formativi di legge, senza alcuna valorizzazione del personale dipendente”.

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