Il CESE E L’AUTONOMIA STRATEGICA DELLA UE
Il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), nel corso della Sessione Plenaria di Febbraio, ha adottato un interessante Parere – CCMI/250 – relativo al potenziale del settore della produzione di batterie al sodio nel rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione Europea e sviluppare un’economia più rispettosa dell’ambiente e delle risorse idriche. Il CESE considera le batterie al sodio un complemento strategico di quelle al litio chiedendo un’azione decisiva e coordinata a livello della Ue al fine di creare un’industria sovrana e competitiva per la produzione di batterie al sodio nel quadro di una politica industriale lungimirante. Con catene del valore circolari – progettazione per il riciclaggio, riduzione del carbonio incorporato e minore dipendenza da materie prime critiche – le batterie al sodio sostengono non solo gli obiettivi del Green Deal europeo e l’autonomia strategica della Ue, ma anche le finalità del Blue Deal europeo, teso ad affrontare la resilienza idrica e la carenza di acqua dolce. La desalinizzazione è fondamentale per questo sforzo, ma genera un’eccedenza di sodio che spesso rimane inutilizzata e può minacciare la biodiversità. Le batterie al sodio potrebbero offrire un uso sostenibile per questo sottoprodotto. In Europa lo sviluppo degli ioni di sodio è frammentato, anche se sta ottenendo un sostegno crescente, con diversi progetti pilota in vari Stati membri. Le batterie al sodio progrediscono a livello mondiale, ma l’Europa rischia di vedere ampliato il divario se non investe maggiormente nel settore per rimanere competitiva. «La creazione di gigafactory per le batterie al sodio stimolerebbe la competitività – ha dichiarato il Consigliere Ulgiati – e creerebbe posti di lavoro lungo tutta la catena del valore. Impianti ubicati in modo strategico potrebbero rivitalizzare le regioni con un elevato tasso di disoccupazione – ha aggiunto – mentre l’accesso locale alle materie prime ed ai mercati ridurrebbe i costi di trasporto e l’impatto ambientale». L’esponente del CESE ha evidenziato infine come la diffusione delle batterie al sodio debba tener conto non solo dell’impatto sociale e regionale, ma anche di quello relativo alla salute e sicurezza sul lavoro, a causa dei rischi chimici, termici e meccanici connessi alla fabbricazione ed al riciclaggio.
UE: LA CORTE DEI CONTI EUROPEA BOCCIA IL BILANCIO 2028-2034
Il progetto di bilancio dell’Unione Europea per il periodo 2028-2034, presentato dalla Commissione Europea nel 2025, dopo la contrarietà del Consiglio Ue e del Parlamento Europeo ha registrato un’ulteriore bocciatura, questa volta da parte della Corte dei Conti europea che, in una Relazione pubblicata di recente, ha segnalato i «molteplici rischi per la sana gestione finanziaria» delle risorse. In due Pareri pubblicati la settimana scorsa l’Istituzione addetta al controllo finanziario della Ue ha risposto alle richieste dei due co-legislatori Ue (Consiglio Ue e Parlamento Europeo) di fornire un Parere, in qualità di esperto indipendente, sulle proposte presentate dalla Commissione per il nuovo Fondo europeo. Questo innovativo strumento di finanziamento, che rappresenta l’elemento più grande e controverso del bilancio Ue 2028-2034 da 2.000 miliardi di euro, riunirebbe linee di spesa storicamente separate, come quelle per l’agricoltura e la coesione, con nuove priorità, come la difesa, nell’ambito di 27 cosiddetti Piani Nazionali e Regionali di Partenariato (NRPP). I revisori di Lussemburgo obiettano che poiché tali proposte modificano radicalmente il modo in cui la spesa della Ue viene pianificata, gestita e controllata, occorrono garanzie più solide. Nell’ambito della riforma, l’Esecutivo comunitario intende semplificare la spesa e vincolare i pagamenti al conseguimento, da parte degli Stati membri, di determinati traguardi ed obiettivi. Tuttavia, l’importo totale proposto di 894 miliardi di euro, di cui 865 miliardi specificamente destinati agli NRPP, è stato pesantemente criticato sia dai legislatori Ue che dalle Regioni. Inoltre, il modello “cash-for-reform” (denaro in cambio di riforme) si ispira al Fondo Ue per la ripresa post Covid (RRF), già criticato dalla Corte in passato per la sua limitata supervisione in termini di risultati e spesa, insieme a condizioni di pagamento poco chiare e controlli deboli. Nella Relazione, la Corte dei Conti Ue ha poi avvertito che «le differenze nella progettazione, nell’ambizione e nell’interpretazione» degli obiettivi potrebbero rendere difficile il confronto tra i Paesi ed il modo in cui i traguardi vengono raggiunti. L’impianto del prossimo budget settenale, così come disegnato ed organizzato dalla Commissione europea sembra, dunque, necessitare di urgenti correttivi e fondati ripensamenti.
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THE EESC AND THE STRATEGIC AUTONOMY OF THE EU
During its February Plenary Session, the European Economic and Social Committee (EESC) adopted an interesting Opinion – CCMI/250 – on the potential of the sodium battery manufacturing sector to strengthen the European Union’s strategic autonomy and develop a more environmentally and water-friendly economy. The EESC considers sodium batteries to be a strategic complement to lithium batteries and calls for decisive and coordinated action at EU level to create a sovereign and competitive sodium battery manufacturing industry as part of a forward-looking industrial policy. With circular value chains – design for recycling, reduction of embodied carbon and less dependence on critical raw materials – sodium batteries support not only the objectives of the European Green Deal and the EU’s strategic autonomy, but also the aims of the European Blue Deal, which addresses water resilience and freshwater scarcity. Desalination is key to this effort, but it generates a surplus of sodium that often remains unused and can threaten biodiversity. Sodium batteries could offer a sustainable use for this by-product. In Europe, the development of sodium ions is fragmented, although it is gaining increasing support, with several pilot projects in various Member States. Sodium batteries are advancing worldwide, but Europe risks seeing the gap widen if it does not invest more in the sector to remain competitive. «The creation of gigafactories for sodium batteries would stimulate competitiveness – said Councillor Ulgiati – and create jobs throughout the value chain. Strategically located plants could revitalise regions with high unemployment rates – he added – while local access to raw materials and markets would reduce transport costs and environmental impact». Finally, the EESC representative pointed out that the spread of sodium batteries must take into account not only the social and regional impact, but also the impact on health and safety at work, due to the chemical, thermal and mechanical risks associated with manufacturing and recycling.
EU: THE EUROPEAN COURT OF AUDITORS REJECTS THE 2028-2034 BUDGET
The European Union’s draft budget for the period 2028-2034, presented by the European Commission in 2025, after opposition from the EU Council and the European Parliament, has been rejected once again, this time by the European Court of Auditors, which, in a recently published Report, highlighted the «multiple risks to sound financial management» of resources. In two Opinions published last week, the EU’s financial control Institution responded to requests from the two EU co-legislators (the EU Council and the European Parliament) to provide an opinion, as an independent expert, on the proposals presented by the Commission for the new European Fund. This innovative financing instrument, which is the largest and most controversial element of the €2 trillion EU budget for 2028-2034, would bring together historically separate spending lines, such as agriculture and cohesion, with new priorities, such as defence, under 27 so-called National and Regional Partnership Plans (NRPPs). The Luxembourg auditors argue that because these proposals radically change the way EU spending is planned, managed and controlled, stronger safeguards are needed. As part of the reform, the EU Executive intends to simplify spending and link payments to the achievement of certain targets and objectives by Member States. However, the proposed total amount of €894 billion, of which €865 billion is specifically earmarked for NRPPs, has been heavily criticised by both EU legislators and the Regions. Furthermore, the “cash-for-reform” model is inspired by the EU’s post-Covid Recovery Fund (RRF), which has already been criticised by the Court in the past for its limited oversight in terms of results and spending, along with unclear payment conditions and weak controls. In its Report, the EU Court of Auditors warned that «differences in the design, ambition and interpretation» of the objectives could make it difficult to compare Countries and the way in which the targets are achieved. The structure of the next seven-year budget, as designed and organised by the European Commission, therefore seems to require urgent corrections and well-founded rethinking.
UGL NEWS dall'EUROPA n. 163 del 27 Febbraio 2026EN - UGL NEWS from EUROPE n. 163-27th of February 2026


