IL CESE ED IL PACCHETTO D’AUTUNNO SEMESTRE EUROPEO 2026

Il Pacchetto d’Autunno del Semestre europeo 2026, presentato dalla Commissione Europea lo scorso fine Novembre, è stato oggetto del Parere ECO/688 del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) che lo ha adottato nell’ambito della Sessione Plenaria di Febbraio. Tale Pacchetto, che avvia il ciclo del Semestre europeo 2026, definisce le priorità di politica economica ed occupazionale per rafforzare la competitività dell’Unione Europea. In un contesto geopolitico sempre più difficile l’Esecutivo comunitario chiede un’azione coordinata per consolidare la produttività, l’innovazione e gli investimenti, in linea con la Bussola della competitività. Il Semestre 2026 rappresenta un punto di svolta per l’Unione Europea, in quanto la sua strategia economica deve essere completamente ridefinita per rispondere a sfide che mai si erano viste da quando la Ue è stata creata: i nuovi sconvolgimenti geopolitici, i mutamenti ecologici ed ambientali, l’accelerazione tecnologica e digitale verso l’intelligenza artificiale in tutti i campi, nonché la sfida demografica. Il Pacchetto si basa sulle previsioni economiche dell’Autunno 2025, le quali mostrano che l’economia della Ue rimane resiliente, con una crescita moderata trainata principalmente da una robusta domanda interna e da investimenti, da un solido mercato del lavoro, nonché da un’inflazione in calo. Allo stesso tempo, la Ue si trova ad affrontare diverse vulnerabilità strategiche e continua a dover gestire sfide strutturali, tra cui bassa produttività, pressioni demografiche e crescenti richieste alle finanze pubbliche legate alla difesa ed alla transizione verso un’economia decarbonizzata e digitale. Per il Consigliere Ulgiati «occorre coinvolgere in modo più incisivo, strutturato e significativo le Parti Sociali e le organizzazioni della società civile a livello europeo, nazionale e locale nell’attuazione del ciclo del Semestre europeo. Infatti, le riforme sistemiche, come quelle di cui la Ue ha urgente bisogno – ha aggiunto Ulgiati – nonché le decisioni fondamentali sulle priorità di investimento, devono essere basate non solo su una legittimità più ampia, ma anche su una comprensione particolarmente articolata e su una partecipazione maggiormente attiva, se si vuole che raggiungano lo scopo di una trasformazione equa e sostenibile».

UE: LANCIATO IL “MADE IN EUROPE”

La Commissione Europea ha presentato pochi giorni fa (il 4 Marzo), dopo settimane di discussioni, modifiche e revisioni, il tanto atteso “Industrial Accelerator Act”, il Regolamento con cui Bruxelles mira ad accelerare e proteggere il percorso di decarbonizzazione dell’industria europea. Si tratta di un «cambiamento di dottrina», in base a cui il “made in Europe” «fa il suo ingresso nella legge europea» ha dichiarato Stéphane Séjourné, Commissario europeo per l’industria e l’imprenditoria, rivendicandone l’impianto protezionista. La mossa giunge dopo che 200mila posti di lavoro europei sono stati cancellati nelle industrie ad alta intensità energetica e nel settore automobilistico dal 2024, con 600mila perdite previste nel prossimo decennio solo nel settore dell’automotive, mentre la Cina inonda l’Europa di esportazioni e costruisce impianti che creano scarsa occupazione locale. Di fronte ad un quadro di incertezza globale senza precedenti e ad una forte concorrenza sleale, l’industria europea potrà contare sulle disposizioni di un Atto giuridico vincolante, dotato di portata generale e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, per stimolare la domanda e garantire catene di approvvigionamento resistenti in settori strategici, quali le tecnologie pulite, i produttori di automobili e le industrie energivore relative in particolare ad alluminio, acciaio, cemento e chimica. La Strategia per l’industria introduce soglie specifiche di “Made in Europe” tra cui un requisito del 70% di contenuto Ue per i veicoli elettrici, con notevoli eccezioni per la maggior parte dei componenti delle batterie. La definizione dei confini geografici di ciò che si considera “europeo” è stata una questione molto dibattuta, ed alla fine la Commissione ha proposto di estendere lo status di origine Ue ai prodotti provenienti da partner commerciali con accordi di libero scambio che applicano la reciprocità, in particolare nei contratti di appalto pubblico. Si tratta comunque di una proposta della Commissione, che dovrà essere approvata dai colegislatori della Ue, ossia Parlamento Europeo e Consiglio Ue. Ma è soprattutto al Consiglio (che rappresenta gli Stati membri), che si preannuncia battaglia e da cui il Regolamento rischia di uscire stravolto.

EN

THE EESC AND THE 2026 EUROPEAN SEMESTER AUTUMN PACKAGE

The 2026 European Semester Autumn Package, presented by the European Commission at the end of November, was the subject of the Opinion ECO/688 of the European Economic and Social Committee (EESC), which adopted it at its February Plenary Session. This package, which launches the 2026 European Semester cycle, sets out the economic and employment policy priorities for strengthening the European Union’s competitiveness. In an increasingly difficult geopolitical context, the EU Executive is calling for coordinated action to consolidate productivity, innovation and investment, in line with the Competitiveness Compass. The 2026 Semester represents a turning point for the European Union, as its economic strategy must be completely redefined to respond to challenges never seen before since the EU was created: new geopolitical upheavals, ecological and environmental changes, technological and digital acceleration towards artificial intelligence in all fields, as well as the demographic challenge. The Package is based on the Autumn 2025 economic forecasts, which show that the EU economy remains resilient, with moderate growth driven mainly by robust domestic demand and investment, a strong labour market and falling inflation. At the same time, the EU faces a number of strategic vulnerabilities and continues to grapple with structural challenges, including low productivity, demographic pressures and growing demands on public finances linked to defence and the transition to a decarbonised and digital economy. According to Councillor Ulgiati «there is a need to involve Social Partners and civil society organisations at European, national and local level in a more effective, structured and meaningful way in the implementation of the European Semester cycle. In fact, systemic reforms, such as those urgently needed by the EU – added Ulgiati – as well as fundamental decisions on investment priorities, must be based not only on broader legitimacy, but also on a particularly detailed understanding and more active participation if they are to achieve the goal of a fair and sustainable transformation».

EU: “MADE IN EUROPE” LAUNCHED 

After weeks of discussions, amendments and revisions, the European Commission presented the long-awaited “Industrial Accelerator Act” on the 4th of March, a Regulation with which Brussels aims to accelerate and protect the decarbonisation of European industry. This is a «change of doctrine», whereby “made in Europe” «enters European law» said Stéphane Séjourné, European Commissioner for Industry and Entrepreneurship, defending its protectionist nature. The move comes after 200,000 European jobs have been lost in energy-intensive industries and the automotive sector since 2024, with 600,000 losses expected in the next decade in the automotive sector alone, while China floods Europe with exports and builds plants that create little local employment. Faced with unprecedented global uncertainty and fierce unfair competition, European industry will be able to rely on the provisions of a binding legal Act, with general scope and directly applicable in all Member States, to stimulate demand and ensure resilient supply chains in strategic sectors such as clean technologies, car manufacturers and energy-intensive industries, particularly those related to aluminium, steel, cement and chemicals. The Industry Strategy introduces specific “Made in Europe” thresholds, including a 70% EU content requirement for electric vehicles, with notable exceptions for most battery components. The definition of the geographical boundaries of what is considered “European” has been a hotly debated issue, and in the end, the Commission proposed extending EU origin status to products from trading partners with free trade agreements that apply reciprocity, particularly in public procurement contracts. However, this is a proposal from the Commission, which will have to be approved by the EU co-legislators, namely the European Parliament and the EU Council. But it is above all in the Council (which represents the Member States) that a battle is looming and where the Regulation risks being completely overturned.

UGL NEWS dall'EUROPA n. 164 del 6 Marzo 2026
EN - UGL NEWS from EUROPE n. 164 - 6th of March 2026
Seguici e metti un like: