IL CESE: LA QUALITÀ DELL’OCCUPAZIONE E LE CONDIZIONI DI LAVORO 

Durante la Sessione Plenaria del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), svoltasi pochi giorni fa a Bruxelles, è stato adottato un Parere di grande interesse, richiesto dalla Presidenza cipriota del Consiglio Ue, relativo al miglioramento della qualità dell’occupazione e delle condizioni di lavoro attraverso l’introduzione e la promozione di strumenti adeguati, compresa l’Intelligenza Artificiale, ed il rafforzamento del dialogo sociale e della contrattazione collettiva (SOC/850). Il CESE, in tale documento, evidenzia come l’Intelligenza Artificiale (IA) e la gestione algoritmica, se attuate nel rispetto del principio del controllo umano, possano rendere migliore la qualità dell’occupazione e le condizioni di lavoro, promuovendo nel contempo una crescita sostenibile sotto il profilo economico, ambientale e sociale tramite una maggiore produttività e competitività dell’Europa. Inoltre, il Comitato riconosce il potenziale della IA quale leva strategica utile per migliorare la salute e sicurezza sul lavoro, in particolare attraverso la prevenzione attiva e l’individuazione tempestiva dei rischi, nonché l’automazione delle mansioni più pericolose, faticose o ripetitive, purché siano evitati i rischi di discriminazione od uso improprio. Il CESE sottolinea anche come l’uso della IA possa ottimizzare l’organizzazione del lavoro e l’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, riconoscendo altresì l’apporto fornito da questa tecnologia e dagli strumenti di analisi del mercato del lavoro nell’anticipare il fabbisogno di competenze e nel sostenere percorsi di formazione, riqualificazione e sviluppo professionale. Occorre, tuttavia, considerare anche i rischi associati all’introduzione della IA e della gestione algoritmica, in particolare in termini di intensificazione del lavoro, riduzione dell’autonomia decisionale e stress da tecnologia (il c.d. “tecnostress”). In proposito, il Consigliere Ulgiati ha affermato il ruolo centrale svolto dal dialogo sociale, dalla contrattazione collettiva e dal coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori, dichiarando che «sono tutti strumenti fondamentali per assicurare la sostenibilità economica e l’accettabilità sociale delle innovazioni tecnologiche, nonché per garantire che i lavoratori siano in grado di influire concretamente sui processi decisionali relativi all’adozione dei sistemi di IA, nel rispetto sempre della tutela dei diritti fondamentali della persona umana e del giusto equilibrio tra gli incrementi di efficienza e la difesa degli interessi dei lavoratori».

UE-AUSTRALIA: CONCLUSI NEGOZIATI PER ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO 

Dopo otto anni di trattative, il 24 Marzo, nel corso di un incontro bilaterale a Camberra tra la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ed il Primo Ministro australiano Anthony Albanese, l’Unione Europea e l’Australia hanno concluso i negoziati per un ambizioso ed equilibrato Accordo di libero scambio che rafforzerà le loro relazioni economiche. L’Intesa giunge in un contesto globale instabile, segnato da tensioni geopolitiche, conflitti internazionali ed incertezze commerciali e si inserisce nel quadro degli altri Accordi stipulati di recente dalla Ue: con il Mercosur, l’India, l’Indonesia e precedentemente con Vietnam, Singapore, Nuova Zelanda, Giappone, Corea. L’Accordo consentirà l’eliminazione dei dazi su quasi il 100% dei prodotti oggetto di scambio commerciale e garantirà condizioni di parità per le merci della Ue nel mercato australiano, con un aumento significativo delle esportazioni europee negli anni futuri. Le stime della Commissione indicano un potenziale incremento dell’export Ue fino al +33% nel prossimo decennio, con un valore che raggiungerà fino a 17,7 miliardi di euro all’anno. Tra i settori maggiormente coinvolti ci sono quello lattiero-caseario (+48%), l’automotive (+52%) ed il comparto chimico (+20%). I dazi scenderanno a zero sui principali prodotti di esportazione dell’Unione Europea, come i formaggi, vino, spumante, alcuni frutti e verdure. Sono inclusi anche cioccolato, zucchero, dolciumi e gelati, mentre resta escluso il settore dell’acciaio che continua ad essere regolato da dazi reciproci. Compreso invece il settore dell’energia e quello delle materie critiche, presenti in grandi quantità in Australia. In conclusione, un Accordo che potrà essere firmato solo dopo il via libera del Consiglio Ue, ma che già rende molto vicine due realtà, seppur geograficamente assai distanti.

EN

THE EESC: THE QUALITY OF EMPLOYMENT AND WORKING CONDITIONS

During the Plenary Session of the European Economic and Social Committee (EESC), held a few days ago in Brussels, an Opinion of great interest was adopted, requested by the Cypriot Presidency of the Council of the EU, concerning the improvement of the quality of employment and working conditions through the introduction and promotion of appropriate tools, including Artificial Intelligence, and the strengthening of social dialogue and collective bargaining (SOC/850). In this document, the EESC highlights how Artificial Intelligence (AI) and algorithmic management, if implemented in accordance with the principle of human oversight, can improve the quality of employment and working conditions, whilst promoting sustainable economic, environmental and social growth through increased productivity and competitiveness in Europe. Furthermore, the Committee recognises the potential of AI as a strategic lever for improving health and safety at work, in particular through active prevention and the early identification of risks, as well as the automation of the most dangerous, strenuous or repetitive tasks, provided that the risks of discrimination or misuse are avoided. The EESC also emphasises that the use of AI can optimise work organisation and the work-life balance, whilst acknowledging the contribution made by this technology and labour market analysis tools in anticipating skills needs and supporting training, reskilling and professional development pathways. However, the risks associated with the introduction of AI and algorithmic management must also be considered, particularly in terms of increased workload, reduced decision-making autonomy and technology-related stress (so-called “technostress”). In this regard, Councillor Ulgiati highlighted the central role played by social dialogue, collective bargaining and the involvement of workers’ representatives, stating that «these are all fundamental tools for ensuring the economic sustainability and social acceptability of technological innovations, as well as for guaranteeing that workers are able to exert a concrete influence on decision-making processes relating to the adoption of AI systems, whilst always respecting the protection of fundamental human rights and striking the right balance between efficiency gains and the defence of workers’ interests».

EU-AUSTRALIA: NEGOTIATIONS ON FREE TRADE AGREEMENT CONCLUDED

After eight years of negotiations, on the 24th of March, during a bilateral meeting in Canberra between Commission President Ursula von der Leyen and Australian Prime Minister Anthony Albanese, the European Union and Australia concluded negotiations on an ambitious and balanced Free Trade Agreement that will strengthen their economic relations. The Agreement comes at a time of global instability, marked by geopolitical tensions, international conflicts and trade uncertainties, and forms part of the framework of other Agreements recently concluded by the EU: with Mercosur, India, Indonesia and, previously, with Vietnam, Singapore, New Zealand, Japan and South Korea. The Agreement will allow for the elimination of tariffs on almost 100% of traded goods and will ensure a level playing field for EU goods in the Australian market, leading to a significant increase in European exports in the coming years. The Commission’s estimates indicate a potential increase in EU exports of up to 33% over the next decade, reaching a value of up to €17.7 billion per year. Among the sectors most affected are dairy (+48%), automotive (+52%) and chemicals (+20%). Tariffs will be reduced to zero on the European Union’s main export products, such as cheese, wine, sparkling wine, and certain fruits and vegetables. These also include chocolate, sugar, confectionery and ice cream, whilst the steel sector remains excluded, as it continues to be governed by reciprocal tariffs. The energy sector and the critical materials sector, both of which are present in large quantities in Australia, are included. In conclusion, this is an Agreement that can only be signed once the EU Council has given the green light, but which is already bringing two very different worlds much closer together, despite their considerable geographical distance.

UGL NEWS dall'EUROPA n. 167 del 27 Marzo 2026
UGL NEWS dall'EUROPA n. 167 del 27 Marzo 2026

   

 

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