IL CESE E L’AGRICOLTURA SOCIALE 

Il tema dell’agricoltura sociale, quale strumento per l’innovazione in agricoltura, è stato oggetto di un interessante Parere (NAT/983) approvato nel corso della Sessione Plenaria di Settembre del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo). L’agricoltura sociale si presenta sotto svariate forme, per cui non è facile definirla in modo univoco. Questa diversità è evidenziata dalla nomenclatura che, seppur diversa nelle sfumature, fa riferimento ad approcci molto simili finalizzati a ripristinare la salute ed il benessere in combinazione con l’attività agricola. In Italia lo sviluppo dell’agricoltura sociale è legato al cosiddetto sistema di “welfare mediterraneo”, basato sulla partecipazione di un gran numero di soggetti interessati (settore pubblico, attori privati, settore non profit, famiglie) ed il concetto è stato definito dalla Legge 141 del 2015. L’agricoltura sociale ha carattere multidimensionale, poiché riunisce varie politiche diverse (approccio multipolicy), tra cui l’agricoltura, lo sviluppo rurale, il lavoro sociale, la sanità, l’istruzione, l’ambiente e l’economia sociale, che richiedono un approccio coordinato ed integrato. Essa è parte integrante delle politiche europee volte a promuovere, da un lato, l’inclusione sociale delle persone con esigenze specifiche e diversi livelli di vulnerabilità, e, dall’altro, la vitalità delle zone rurali, consentendo alle persone in situazioni di vita difficili di poter soddisfare le loro esigenze e migliorare il loro ruolo nella società impegnandosi in attività agricole in un ambiente sicuro. Si concentra sulla terapia, sull’integrazione professionale (tramite il concetto di “impresa sociale di inserimento lavorativo” – WISE -) e sull’istruzione delle persone svantaggiate a causa di disabilità fisiche e mentali, problemi sociali, età avanzata, disoccupazione di lunga durata, disturbi di salute mentale o status di rifugiato. In proposito, il CESE raccomanda che nel dibattito europeo sull’agricoltura sociale si tenga maggiormente in considerazione il tema dei rifugiati e dell’inserimento in agricoltura di persone che hanno subito dei traumi. «L’agricoltura sociale – ha dichiarato il Consigliere Ulgiati – può concorrere alla creazione di posti di lavoro tramite un sostegno adeguato, un accompagnamento e la protezione dei diritti dei lavoratori, partendo da una cultura positiva del lavoro dignitoso ed utile. Inoltre – ha aggiunto – l’agricoltura sociale può contribuire a prevenire lo spopolamento rurale ed a contrastare la crisi nel settore degli alloggi, in quanto le fattorie e le aziende agricole di piccole dimensioni dispongono di edifici che possono essere adattati per permettere a giovani famiglie, nuovi imprenditori, o gruppi di popolazione emarginati di avere una residenza stabile nelle zone rurali».

UE: ITALIA, RISCHIO SANZIONI SU “CASE GREEN” ED ENERGIA

Doppio Parere motivato per il Governo Italiano da parte della Commissione Europea in materia energetica. Nel Pacchetto Infrazioni di Ottobre 2026 l’Esecutivo comunitario ha inserito due avvisi precontenziosi per il Belpaese, richiamando Roma al rispetto delle norme comunitarie relativamente alla cosiddetta Direttiva “Case Green” ed a quella sull’efficienza energetica. L’Italia, insieme ad altri otto Stati membri (Belgio, Repubblica Ceca, Irlanda, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia), continua ad essere nel mirino della Commissione Europea per non aver presentato a Bruxelles, entro il 31 Dicembre 2025, il progetto del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, considerato un pilastro della Direttiva EPBD 2024/1275 (Energy Performance of Buildings Directive). I Piani nazionali sono finalizzati a migliorare la prestazione energetica degli immobili e contribuire così all’indipendenza energetica, alla disponibilità di alloggi a prezzi accessibili, alla riduzione delle bollette ed al miglioramento delle condizioni abitative. Il Parere motivato, inviato pochi giorni fa all’Italia, costituisce il secondo ed ultimo passaggio della fase precontenziosa di una procedura di infrazione, iniziata lo scorso Marzo 2026 con un primo richiamo ufficiale sotto forma di lettera di costituzione in mora. Gli Stati membri hanno due mesi di tempo per rispondere ai Pareri motivati e trasmettere i propri progetti di Piani. In caso contrario, la Commissione potrebbe decidere di deferire il caso alla Corte di Giustizia Ue. Stessa sorte, per il mancato recepimento integrale, nel diritto nazionale, della Direttiva EED 2023/1791 sull’efficienza energetica (Energy Efficiency Directive).

EN

THE EESC AND SOCIAL FARMING 

The topic of social farming, as a tool for innovation in agriculture, was the subject of an interesting Opinion (NAT/983) adopted during the September Plenary Session of the EESC (European Economic and Social Committee). Social farming takes many different forms, making it difficult to define it in a single, unambiguous way. This diversity is reflected in the terminology used, which, whilst differing in nuance, refers to very similar approaches aimed at restoring health and wellbeing in conjunction with agricultural activity. In Italy, the development of social farming is linked to the so-called “Mediterranean welfare system”, based on the participation of a large number of stakeholders (the public sector, private actors, the non-profit sector and families), and the concept was defined by Law 141 of 2015. Social farming is multidimensional in nature, as it brings together various different policies (a multi-policy approach), including agriculture, rural development, social work, health, education, the environment and the social economy, all of which require a coordinated and integrated approach. It forms an integral part of European policies aimed at promoting, on the one hand, the social inclusion of people with specific needs and varying levels of vulnerability, and, on the other, the vitality of rural areas, enabling people facing difficult life circumstances to meet their needs and enhance their role in society by engaging in agricultural activities in a safe environment. It focuses on therapy, vocational integration (through the concept of “social enterprise for labour market integration” – WISE -) and the education of people who are disadvantaged due to physical and mental disabilities, social problems, old age, long-term unemployment, mental health issues or refugee status. In this regard, the EESC recommends that the European debate on social farming take greater account of the issue of refugees and the integration into agriculture of people who have suffered trauma. «Social farming – said Councillor Ulgiati – can contribute to job creation through adequate support, guidance and the protection of workers’ rights, based on a positive culture of decent and meaningful work. Furthermore – he added – social farming can help prevent rural depopulation and tackle the housing crisis, as small farms and agricultural holdings have buildings that can be adapted to enable young families, new entrepreneurs or marginalised groups to have a permanent home in rural areas».

EU: ITALY FACES RISK OF SANCTIONS OVER “GREEN HOMES” AND ENERGY 

The European Commission has issued a double reasoned Opinion to the Italian Government on energy matters. In the October 2026 Infringement Package, the European Commission included two pre-litigation notices for Italy, calling on Rome to comply with EU rules relating to the so-called “Green Homes” Directive and the Energy Efficiency Directive. Italy, along with eight other Member States (Belgium, the Czech Republic, Ireland, Luxembourg, Hungary, Malta, Poland and Slovakia), remains in the European Commission’s sights for failing to submit to Brussels, by 31 December 2025, the draft National Building Renovation Plan, considered a cornerstone of the EPBD Directive 2024/1275 (Energy Performance of Buildings Directive). The National Plans are designed to improve the energy performance of buildings and thereby contribute to energy independence, the availability of affordable housing, lower energy bills and improved living conditions. The reasoned Opinion, sent to Italy a few days ago, constitutes the second and final stage of the pre-litigation phase of an infringement procedure, which began in March 2026 with an initial official warning in the form of a letter of formal notice. Member States have two months to respond to the reasoned Opinions and submit their draft plans. Otherwise, the Commission may decide to refer the case to the Court of Justice of the European Union. The same applies in the event of failure to fully transpose Directive 2023/1791 on energy efficiency (the Energy Efficiency Directive) into national law.

UGL NEWS dall'EUROPA n. 189 del 5 Ottobre 2026
EN - UGL NEWS from EUROPE n. 189 - 5th of October 2026

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