“La Pubblica amministrazione è centrale per il sistema Paese. Senza un suo articolato piano industriale di rilancio anche sotto il profilo occupazionale, difficilmente l’Italia riuscirà ad andare oltre una crescita di pochi decimali di prodotto interno lordo”. Lo hanno dichiarato il segretario confederale UGL, Fiovo Bitti, e il segretario nazionale UGL Stato, Alessandro di Stefano, nel corso del tavolo che si è svolto al ministero della Funzione pubblica con il ministro Fabiana Dadone. “Non è un caso che, proprio nel momento in cui si è smesso di investire nel lavoro pubblico e nella messa in efficienza della macchina amministrativa dello Stato e delle amministrazioni territoriali, l’economia è andata in sofferenza. Si ribadisce quindi l’importanza di immettere nuove risorse, umane e finanziarie, nella Pubblica amministrazione. Il tanto desiderato snellimento della PA sicuramente passa attraverso la riduzione delle prassi burocratiche che attualmente incidono negativamente sull’applicazione di qualsiasi legge che interessi la vita sia economica che sociale del nostro Paese. Quindi poche norme e loro applicazione diretta, senza eccessivi passaggi tra interpretazioni e/o circolari ministeriali”. Per i sindacalisti “sicuramente sui lavoratori pubblici è necessario agire con la stessa volontà di riforma. A cominciare dagli stipendi che nel corso del decennio senza contratto hanno subito una notevole perdita del potere d’acquisto, proseguendo per lo svecchiamento dell’età media degli stessi dipendenti pubblici, inconcepibile per una freschezza di idee che sia propedeutica alla semplificazione dei processi amministrativi. La proposta della defiscalizzazione dei premi di produttività sicuramente va nel senso del recupero di quanto perso negli anni precedenti, ma non colma comunque la disparità di trattamento economico dei dipendenti privati con quelli pubblici”. “Altre misure che potrebbero intervenire favorevolmente sul personale e quindi sulla loro capacità di fornire servizi e risposte alle esigenze del cittadino, è costituito dalle carriere professionali degli stessi. Quindi formazione che abbia valenza anche sulle carriere, possibilità di passaggi economici e di area che siano comunque legati all’efficienza del singolo e alle proprie capacità lavorative”.

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