“Il prossimo rinnovo contrattuale per i lavoratori pubblici si rivela sempre di più per ciò che realmente è: una beffa”.
Lo dichiara il responsabile del Dipartimento Politiche del pubblico impiego Ugl, Augusto Ghinelli, per il quale “oltre alle esigue e ridicole risorse economiche poste sul tavolo delle trattative dal Governo, che ricordiamo, sono di circa 56 euro lordi di media mensili, ora sappiamo anche che, secondo quanto riportato in un articolo de Il Sole 24 Ore, l’importo degli arretrati dovuti dovrebbe aggirarsi intorno ai 581 euro lordi di media a lavoratore. Un arretrato in denaro, che non compensa assolutamente il lungo blocco dei rinnovi contrattuali della Pubblica Amministrazione, congelati dall’ormai  lontano anno 2010. Questo, dovuto anche alla sentenza di luglio 2015 della Corte Costituzionale, che ha ritenuto illegittimo il lungo blocco dei contratti, ma legittimo il non riconoscimento degli arretrati”.
“Insomma, una bella stangata economica per tutti i lavoratori della Pubblica amministrazione, visto che gli arretrati saranno riconosciuti solo dalla manovra economica del 2016. Il quadro della situazione si fa ancora più economicamente gravoso, se prendiamo in considerazione l’intesa del 30 novembre 2016 tra il Governo e i sindacati firmatari, privo della sostanziale motivazione per porre la firma ovvero l’entità dello stanziamento del Governo per il rinnovo stesso”.
“Ora si corre per definire tutta l’intricata situazione prima delle votazioni politiche, – conclude Ghinelli – speriamo che nel frattempo non esca qualche altro sacrificio da  caricare sulle spalle dei dipendenti pubblici, per chiudere in tempi utili”.

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