“È importante la nomina da parte del Mise di un Commissario per Piaggio Aerospace, l’avvocato Vincenzo Nicastro, che al momento ha garantito il pagamento degli stipendi, ma crediamo sia necessario lavorare anche ad un piano di rilancio che veda tutte le realtà industriali Italiane dell’aerospazio entrare in una joint venture per rilanciare Piaggio e permettere la creazione di un soggetto industriale nuovo e moderno con a capo Leonardo, nella sua struttura completa, Avio, e i vari centri di ricerca nazionali del settore aerospazio”.
Questo in sintesi quanto contenuto nel documento consegnato dal segretario confederale dell’Ugl, Adelmo Barbarossa, nel corso dell’audizione odierna sulla situazione di Piaggio Aerospace.
“Il progetto servirebbe a rilanciare l’industria aerospaziale italiana su una idea semplice ma che può portare risultati in termini di occupazione e business. Ci sono nicchie di mercato non sfruttate su cui lavorare, come le rotte aeree interne di Paesi immensi e continenti poco sviluppati in termini di infrastrutture di trasporto come ferrovie e autostrade, come il Brasile, gran parte del Sud America, l’Africa e l’Asia. Il mezzo che potrebbe permettere una mobilità sostenibile in questi paesi e continenti è un aereo più semplice ( non il classico  Jet da 300 o 400 posti) con capacità di trasporto fino a 100/120 passeggeri con motorizzazione turboelica, velocità di crociera tra i 500 e 700 Km/h e autonomia fino a 3000 km. Un aereo che possa operare in aeroporti di terzo livello con piste di lunghezza inferiori a 1500 metri e con infrastrutture di supporto tecnico limitate (circa l’80% degli aeroporti mondiali)”.
“Si tratta di un’idea semplice che tuttavia potrebbe avere risvolti importanti anche nel settore degli aerei da trasporto militari, utilizzando la medesima piattaforma. Crediamo sia necessario investire in innovazione tecnologica, puntando a creare occupazione buona fatta di ingegneri, tecnici e operai specializzati che non trovano una giusta collocazione lavorativa in Italia e sono costretti a portare le loro competenze e le loro capacità all’estero. Non possiamo permetterci di investire i soldi del paese e delle famiglie per l’istruzione dei giovani e poi dare a costo zero queste giovani risorse ad altri paesi che utilizzano le loro competenze e il loro ingegno”.
“Chiediamo al Governo di salvaguardare un patrimonio importante dell’industria italiana come Piaggio Aerospace e nello stesso tempo di dare una speranza non solo agli oltre 1100 suoi lavoratori ma a tutto un settore industriale che da molti anni soffre per mancanza di opportunità progettuali”.

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