“Le elaborazioni presentate nel rapporto OASI 2018, su dati della Ragioneria Generale dello Stato, disegnano una situazione inquietante”.
Lo ha dichiarato il segretario nazionale Ugl Sanità, Gianluca Giuliano, aggiungendo “è inaccettabile che negli ultimi sei anni si sia registrata una contrazione così elevata nei posti di lavoro della Sanità. Si è passati da una crescita annua del 3% della spesa per il personale sanitario fino al 2011, ad una riduzione media dell’1,2% negli anni successivi”.
“Una situazione intollerabile, che ha portato la maggior parte delle regioni italiane a diminuire drasticamente il personale impegnato nel settore. Ci sono regioni che ad oggi hanno il 25% in meno dei medici rispetto al 2011. Percentuale che, se si considera anche il personale di supporto, come gli operatori sanitari, in molte regioni arriva a vette del 30% in meno rispetto al passato”.
“Questi numeri si traducono, nella realtà quotidiana, in turni di lavoro sempre più massacranti sulle spalle di coloro che devono sostenere una domanda che, negli ultimi anni, non è certo calata, anzi è costantemente aumentata, nei numeri e nella qualità richiesta”.
“Una situazione insostenibile, che può essere affrontata unicamente ricorrendo allo sblocco del turn over di settore, ampliando il personale e garantendo stabilità occupazionale, senza il ricorso a inaccettabili forme di precariato e di soluzioni provvisorie affidate a terzi”.

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