“Anche se la macchina dell’autoriforma è già partita, crediamo sia il caso di rallentare, accostarsi e ragionare bene sulla destinazione finale da prendere”, lo afferma in una nota il coordinamento nazionale del SINCRA UGL CREDITO.
“Infatti – prosegue – crediamo che così come strutturata rischi di annullare completamente la specificità delle bcc, banche di prossimità e insostituibile sostegno all’economia del territorio. Gli inevitabili effetti negativi impatterebbero a cascata sulle imprese e sulle famiglie e, ovviamente, sulle strutture stesse delle bcc e sul suo personale. In aggiunta, per inciso, con la scusa della riforma, qualcuno potrebbe essere tentato di proporre a questi ultimi riforme contrattuali difficilmente migliorative e decisamente inaccettabili. Crediamo fortemente nella possibilità di migliorare e rafforzare il sistema bcc ma senza snaturarne la specificità, aprendo a soggetti economici esterni che difficilmente avrebbero come obiettivo la valorizzazione e la crescita di quella radicata economia del territorio che, sostenuta concretamente dal sistema del credito cooperativo, costituisce da sempre una parte rilevante  del tessuto produttivo italiano. Non a caso in Germania si sono guardati bene dall’assorbire il circuito delle casse rurali, delle piccole e medie aziende di credito, lasciando loro ampia e radicata autonomia gestionale”.
“Non appare certo una buona idea assoggettarsi al controllo diretto della Bce, e chiediamo da subito che il sistema bcc sia lasciato al controllo della Banca d’Italia, rafforzando eventualmente il sistema di solidità e garanzia reciproca tra banche tra banche del sistema. Chiediamo dunque al governo – conclude il coordinamento nazionale SINCRA UGL CREDITO – di sospendere l”attuazione della legge 49/2016 perché non rispondente agli interessi nazionali, di procedere ad una sua sostanziale modifica, coinvolgendo in tale processo tutto il mondo che ruota intorno alle bcc, in primis lavoratori, famiglie e imprese.

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