“E’ assurdo che quasi un lavoratore su due sia in attesa, mediamente da oltre cinque anni, del rinnovo del contratto collettivo della propria categoria”.
Così il segretario confederale dell’Ugl, Valentina Iori, commenta i dati Istat sui contratti diffusi oggi.
“Milioni di lavoratori – prosegue – sono in attesa di adeguamenti non solo salariali, ma anche normativi, e questi non possono che confluire nella cornice del contratto nazionale, che rappresenta uno strumento essenziale di garanzia dei diritti del Lavoro”.
“Dunque – continua la sindacalista -, è impensabile che il Paese possa agganciare la ripresa se una percentuale così alta di lavoratori non gode di giusti aumenti retributivi, così come è evidente che esiste una gap rispetto ad un orizzonte produttivo orientato verso Industria 4.0, che rischia di ridurre ulteriormente i posti di lavoro senza vere politiche attive di promozione dell’occupazione”.
“Serve un impegno comune, sia da parte delle imprese che del governo, per condurre in porto al più presto tutte le trattative – conclude -, superando una fase di stallo che nuoce a milioni di famiglie e, di conseguenza, all’intero Paese”.

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