“Come ampiamente previsto, l’esito della consultazione elettorale del 4 marzo scorso ha consegnato un Paese diviso, con un assetto politico completamente rivoluzionato e nuove istanze di cambiamento, alle quali rispondere con una diversa cultura dell’efficienza e del merito”. Lo dichiara il Segretario Nazionale Ugl Informazione, Fabrizio Tosini.
“Un nuovo contesto, che riduce ai minimi termini la rappresentanza parlamentare di chi ha governato finora e obbliga la Rai – da sempre specchio del Paese e “cartina di tornasole” degli orientamenti della politica – a confrontarsi responsabilmente con i nuovi scenari, riportando al centro delle proprie scelte la trasparenza e la progettualità, mancate in anni bui spesi ad azzerare il rapporto costruttivo con i Lavoratori”.
“Patrimonio di relazioni e di saperi, che l’Azienda ha via via accantonato, impegnandosi in una massiccia e sistematica “occupazione” delle posizioni apicali, sfuggite di mano alla stessa politica che le aveva generate per scelte di convenienza ed opportunismo: scelte, che hanno mancato di corrispondere ad elementari criteri di esperienza, competenza e curriculum, e che hanno prodotto nomine prive di tutti i fondamentali requisiti di selezione”.
“Una mala gestione, che ha portato la RAI – storicamente in linea con i propositi della politica – a nominare una classe dirigente, che ha prodotto soluzioni spesso “estranee” alla storia dell’Azienda e lontane dalle necessità del Paese: tutto questo, ignorando completamente gli aspetti valoriali e meritocratici, per arrivare ad “esternalizzare” molti dei processi di produzione a discapito delle capacità e delle potenzialità interne, con colpevoli aggravi economici e finanziari sulle casse del Palazzo”.
“Un quadro allarmante, su cui la politica premiata dal voto del 4 marzo ha il dovere e la responsabilità di intervenire, senza che da parte della RAI venga esercitata – soprattutto alla vigilia della “scadenza” dei suoi organi direttivi – alcuna forma di resistenza (attiva o passiva, diretta o indiretta), per restituire ai Cittadini un’Azienda capace di fare cultura, informazione e intrattenimento nel più rigoroso rispetto della missione di Servizio Radiotelevisivo”.
“Da parte degli 11.500 lavoratori a T.I. e di tutti precari, che giornalmente incrociano le sorti della RAI, sale forte la richiesta di dare vita ad una “nuova” Azienda, con piani editoriali ed industriali credibili, condivisi e competitivi, prima che l’attuale dirigenza impegni “impropriamente” risorse aziendali per il futuro”.
Per Fabrizio Tosini “in questa ottica la scadenza “prossima” dell’attuale CDA, in programma per la fine di giugno, dovrà trasformarci tutti –dipendenti a forza sindacale – in “sentinelle” attive e vigili, affinché nessuna posizione di potere aziendale, più o meno legittimata da meriti professionali, possa lasciare agli amministratori che verranno “pozzi avvelenati” da scelte forzate e al limite del mandato ricevuto”.
“I sacrifici richiesti a tutti i lavoratori – ai quali, ricordiamolo, abbiamo dovuto riservare proprio recentemente una rinnovazione contrattuale complicata, per la scarsezza delle risorse economiche disponibili – non potranno, nè dovranno essere vanificati da chicchessia”.
“Pertanto, con un Governo dimissionario ed un Parlamento rinnovato, andrà assolutamente impedito che gli attuali gestori aziendali facciano scelte (di ogni tipo e natura), capaci di superare il termine di scadenza del CDA in spregio ai dovuti criteri di corretta amministrazione, ancor più alla luce del cambiamento venuto fuori dalle urne.
In questa fase, pertanto :

–        non dovranno essere varati palinsesti e/o progetti editoriali superiori al termine di scadenza della gestione attuale, al comprensibile fine di procrastinare situazioni pregresse evidentemente fuori sintonia con le nuove dinamiche culturali del Paese e del Servizio Pubblico;

–        dovranno essere portati a scadenza, senza procedere ai relativi rinnovi, tutte i contratti e le convenzioni di natura editoriale e/o produttiva in corso (ancor più se queste ultime vedono coinvolti terzi interessati), al fine di evitare “sacchi” di fine gestione, in grado di depauperare il patrimonio economico della RAI per favorire soggetti estranei all’Azienda;

–        dovranno essere bloccate tutte le nomine di nuovi dirigenti (ben 9 nell’ultimo mese);

–        non andranno modificati gli assetti delle linee giornalistiche, evitando l’inserimento negli organici di soggetti su posizioni diverse da quelle occupate, onde evitare che le medesime debbano essere diversamente riconosciute;

–        non dovranno essere disposte promozioni e/o prebende di forma alcuna a vantaggio di “amici degli amici”;

–        sarà indispensabile stoppare riorganizzazioni e micro-organizzazioni delle direzioni, che cristallizzino ruoli di responsabilità e relative promozioni a venire

(vedi a mero titolo esemplificativo Disp. Org del 26 marzo u.s della Direzione Radio);

–        si dovranno evitare nomine dell’ultim’ora, come quella – per esempio – del titolare delle Direzione Canone

(vedi ordine di servizio del 20 marzo u.s. n. 124);

–        dovranno essere sospesi tutti i piani editoriali attualmente in essere;

–        andranno fermati gli investimenti economici dell’area fiction, al fine di evitare di impegnare milioni di euro in progetti “lontani” dalle nuove istanze collettive e dal più responsabile approccio di spesa;

–        non dovranno essere sottoscritti contratti e/o impegni di qualsiasi tipo con artisti e case di produzione, se non per lo svolgimento di attività “ordinarie” e comunque non differibili oltre il termine di scadenza dell’attuale CDA”.

“Azioni sulle quali il Sindacato, – conclude Fabrizio Tosini – che manifesta forti preoccupazioni per quanto descritto, vigilerà con attenzione estrema, chiedendo a tutti i soggetti con potere di intervento – interni ed esterni alla RAI – di operare per la salvaguardia del personale aziendale, ma più ancora per il rilancio del Servizio Pubblico in ogni sua forma, centrale e periferica, alla vigilia dell’importante stagione di rinnovamento che la RAI sarà chiamata a vivere: nel rispetto del suo passato, nel consolidamento del suo presente, nella proiezione del suo futuro”.

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