“Confidiamo nell’opera di approfondimento che il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, sta portando avanti in merito alla vertenza Ilva e anche nel ruolo che lo stesso ministro può avere nei confronti di Arcelor Mittal, fino ad oggi sorda a qualsiasi richiesta proveniente dalle organizzazioni sindacali”.
Lo dichiarano in una nota congiunta il Segretario Confederale dell’Ugl, Salvatore Muscarella, e il Segretario Generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, i quali insieme ad una delegazione dell’Ugl di Taranto hanno partecipato all’incontro avvenuto al Mise con il ministro Di Maio, sulla vicenda Ilva, sottolineando come “la proroga al 15 settembre la cessione dimostri l’intenzione del Governo di incidere sul piano presentato da Arcelor Mittal,  intorno al quale si è infruttuosamente discusso, almeno fino al precedente esecutivo”.
“Ecco perché abbiamo ribadito al ministro Di Maio – aggiungono – la posizione dell’Ugl ovvero che è inaccettabile sia un ridimensionamento del perimetro occupazione della nuova Ilva rispetto alla ‘vecchia’, soprattutto in considerazione dall’aumento di produzione da 5 milioni di tonnellate di acciaio a 8 milioni, sia della parte economica del contratto di lavoro; che il personale attualmente in cassa integrazione dovrà ritornare ad essere personale attivo della nuova azienda; che il piano industriale quinquennale di Arcelor Mittal deve acquisire una maggiore trasparenza; che è indispensabile coniugare le esigenze del lavoro e industriali con quelle ambientali”.
“È stato importante – affermano in conclusione Muscarella e Spera – constatare la condivisione da parte del ministro di alcune indicazioni espresse dal sindacato e c’è quindi sa parte nostra molta attesa rispetto al prossimo incontro, per il quale l’augurio è quello di poter verificare un incontro, opportuno e equilibrato, tra le esigenze del lavoro e quelle della salute di lavoratori e cittadini”.

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