Oggi audizione parti sociali su salario minimo garantito
“E’ attraverso il potenziamento della contrattazione collettiva e non con l’introduzione di un compenso minimo orario di legge che si persegue il diritto del lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla qualità e alla quantità del suo lavoro, e comunque tale da assicurare a sé e alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa, così come disposto dall’articolo 36 della Costituzione”.
E’ questa in sintesi la posizione dell’Ugl sulle risoluzioni  7-00847, 7-00886 e 7-01237  in materia di retribuzione minima garantita, espressa dal segretario confederale Fiovo Bitti nel corso dell’audizione delle parti sociali presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.
Mentre la contrattazione collettiva “è nell’interesse del lavoratore” e “pure nell’interesse del sistema delle imprese”, “l’introduzione di un compenso minimo orario di legge finirebbe per gratificare le aziende che concorrono esclusivamente agendo sulla leva del costo del lavoro”.
“In questo senso – è scritto ancora nel documento Ugl -, la vicenda del lavoro accessorio ed occasionale è emblematica: uno strumento che nasce per favorire l’occupazione saltuaria di alcune categorie ai margini del mercato del lavoro, in particolare studenti e pensionati, finisce per essere utilizzato in maniera massiccia dalle aziende, anche per coprire delle posizioni tipiche della attività produttiva svolta, con tutto quello che ne consegue per il lavoratore in termini retributivi, di minore contribuzione previdenziale e di ridotte tutele assistenziali”.

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