“Il Governo intervenga per contrastare l’allarmante spirale inflazionistica e tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori. Il rincaro dei prezzi delle materie prime rischia di causare un’ulteriore compressione dei consumi da parte delle famiglie con ripercussioni drammatiche su lavoratori e imprese. È prioritario, dunque, fissare un tetto ai prezzi del gas per arrestare le speculazioni in atto ed erogare liquidità ai settori più colpiti anche mediante un nuovo scostamento di bilancio. È necessario, inoltre, implementare gli investimenti in politiche industriali per assicurare l’indipendenza energetica nazionale e accelerare i processi di riconversione produttiva”.
Lo afferma il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone.
“Il Pnrr – aggiunge – rischia di rivelarsi insufficiente di fronte al rischio di una nuova flessione del Pil; pertanto, chiediamo al Presidente Draghi di rimarcare in sede europea l’importanza di un Recovery Fund dell’energia. Il conflitto russo-ucraino ha reso ancor più evidenti le distorsioni dell’attuale modello di globalizzazione scollegato dai popoli e fondato sulla deregolamentazione. In tal senso, come UGL, ribadiamo l’urgenza di rimettere al centro del programma di Governo le politiche occupazionali, l’equità sociale e la dignità dei lavoratori”, conclude Capone.

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