«Il rinvio a giudizio per diffamazione disposto dalla Procura di Roma nei confronti dei giornalisti di Fanpage e delle presunte fonti utilizzate per il servizio riguardante Claudio Durigon, è un primo passo importante per ristabilire la verità dei fatti e fare piena luce su una narrazione completamente priva di fondamento, in cui si insinuava una gestione opaca delle risorse del sindacato UGL».
Lo afferma in una nota Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, commentando la decisione della Procura di Roma di disporre la citazione diretta a giudizio per diffamazione nei confronti dei giornalisti della testata Fanpage nell’ambito dell’inchiesta giornalistica su Claudio Durigon.
«Abbiamo sempre ribadito con fermezza l’assoluta correttezza dell’operato dell’organizzazione sindacale e la totale infondatezza delle accuse e delle illazioni contenute nell’inchiesta giornalistica. Confidiamo che il percorso giudiziario possa definitivamente smantellare un vero e proprio castello di carte costruito a danno non solo dell’UGL, ma anche di tutte le persone coinvolte che hanno subito un grave danno d’immagine. Rinnoviamo, come sempre, piena fiducia nel lavoro della magistratura, certi che l’accertamento dei fatti consentirà di chiarire ogni aspetto della vicenda e di tutelare la reputazione dell’organizzazione e dei suoi rappresentanti», conclude Paolo Capone.
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