«L’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV rappresenta un richiamo forte e attuale alla centralità della persona in una fase di trasformazione epocale segnata dall’avanzata dell’intelligenza artificiale e dell’automazione. Condividiamo l’allarme lanciato dal Pontefice sui rischi di un modello tecnologico che, se lasciato senza regole, potrebbe ampliare disuguaglianze sociali, precarietà e divari occupazionali. È fondamentale che il processo di transizione digitale sia accompagnato da un investimento strutturale nella formazione continua e nella riqualificazione professionale dei lavoratori, per evitare che l’innovazione tecnologica si trasformi in un fattore di esclusione sociale. Occorre rafforzare le competenze digitali attraverso politiche attive del lavoro capaci di rispondere alla crescente domanda di nuove professionalità da parte delle imprese».
«La nostra preoccupazione non riguarda la tecnologia in sé, ma il rischio concreto che l’intelligenza artificiale possa essere la prima grande innovazione dalla rivoluzione industriale a produrre meno occupazione invece di crearne di nuova. Per questo – aggiunge – serve una strategia condivisa e più ambiziosa che metta al centro le persone, il lavoro e la dignità umana. Papa Leone XIV ricorda giustamente che ‘il lavoro non è un semplice strumento, ma esprime e accresce la dignità della nostra vita’ e che ‘la persona umana è fine e non mezzo’. È un messaggio che richiama direttamente i principi della Rerum Novarum, ponendo al centro giustizia sociale, solidarietà e bene comune. In questo contesto diventa fondamentale favorire la partecipazione dei lavoratori alla gestione dell’impresa, come previsto dall’articolo 46 della Costituzione, affinché le trasformazioni legate all’innovazione tecnologica siano governate attraverso il coinvolgimento responsabile delle parti sociali e non subite dai lavoratori», conclude Capone.

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